GLENWAY WESCOTT.
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Il falco pellegrino. Una storia d'amore.
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Titolo originale: The Pilgrim Hawk. A Love Story. 1940.
Traduzione di: Marina Antonielli.
2002. ADELPHI Edizioni, MILANO.
ISBN 88-459-1693-6.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Ha scritto Christopher Isherwood che Il falco pellegrino  uno di quei capolavori in cui  sempre pi raro imbattersi. Romanzo perfetto, capace di sorprendere riga dopo riga, pu essere accostato al Buon soldato di Ford Madox Ford: per l'intensit, ma soprattutto perch entrambi hanno come oggetto la passione nei suoi aspetti pi tenebrosi e immedicabili.
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Sul finire degli anni Venti, in un indolente pomeriggio di primavera, una giovane ereditiera americana, che ospita nella sua casa di campagna in Francia un amico, scrittore fallito e io narrante, riceve la visita dei Cullen, perfetti esemplari, si direbbe, di quella agiata gena britannica che infesta il mondo intero col suo eccesso di energia e di modi pacati.
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Sofisticati, blas, gelidamente socievoli, puri passatori di tempo, i Cullen sembrano nutrire per se stessi e per ci che li riguarda una passione debordante. Sul polso, Mrs Cullen regge un falcone incappucciato che ha chiamato Lucy in onore dell'eroina di Walter Scott e Donizetti e al quale vota un intenso amore. Ieratico e solitario, feroce e insieme minato
da una brama tormentosa, negli occhi maniacali una fiammella senza luce n calore e che pure sprigiona una irresistibile mala, il falcone diviene il catalizzatore degli eventi di un pomeriggio brioso che inclina ben presto alla tragedia e alla catastrofe: al termine ogni personaggio dell'esiguo cast apparir diverso da quello che sembrava, e nulla pi, per nessuno, potr essere come prima.
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Un interludio in cui la spuma iridescente della conversazione, diradandosi, lascia a poco a poco intravedere il volto ossessivo e oscuro dei personaggi, la pena assillante che essi cercano di alleviare le verit pacatamente letali che lacerano come colpi di becco. Allora, lamentai fra me, se hai poco giudizio ti innamori di chi non pu assolutamente amarti. Se le storie d'amore passate ti hanno fatto del male, non sarai pi capace di ghermire e trattenere l'amore; la tua presa sar sghemba. Oppure la piet o il vittimismo ti avranno spuntato le unghie, che non lasceranno segno. E cos te ne torni sul tuo posatoio, vergognoso e frustrato. La vita  quasi tutta posatoio. Non c' nido; e nessuno  con te, esattamente sulla stessa roccia o sullo stesso ramo.
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L'AUTORE.
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Glenway Wescott (Kewaskum Wisconsin,11 aprile 1901  Rosemont New Jersey, 22 febbraio 1987) fu uno dei pi grandi romanzieri americani nei decenni che vanno dal 1920 al 1940 e un esponente di spicco tra i letterati americani espatriati a Parigi negli anni venti. Omosessuale, nel 1919 conobbe a Chicago Monroe Wheeler con il quale inizi una relazione intensa che durer fino alla morte dello scrittore.
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Scrittore illustre e poi dimenticato, Glenway Wescott viene oggi riscoperto come uno dei pi grandi narratori americani del Novecento. Fra le sue opere ricordiamo The Grandmothers (1927) e Appartamento in Atene(1945). Il falco pellegrino apparve per la prima volta nel 1940. Nel 1987 Wescott mor nel suo appartamento a Rosemont: Monroe Wheeler il compagno di una vita, fu colto da un ictus cerebrale che lo port alla morte un anno dopo. 
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Il falco pellegrino. Una storia d'amore.
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per Nelson.
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Marzo-luglio 1940; Stone-blossom e New York.
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I Cullen erano irlandesi; ma fu in Francia che
li conobbi e mi formai un'opinione del loro
amore e tormento. Erano in viaggio per una
propriet che avevano affittato in Ungheria; e
un pomeriggio arrivarono a Chancellet, a trovare
la mia cara amica Alexandra Henry. Questo
fu nel maggio del '28 o '29, prima che tornassimo
tutti in America e Alexandra conoscesse mio
fratello e lo sposasse.
Gli anni Venti, inutile dirlo, furono molto diversi
dai Trenta, e ora sono cominciati i Quaranta.
Nei Venti non era insolito incontrare degli
altri stranieri in un paese straniero, incrociandosi
le tue peregrinazioni con le loro; e facevi
del tuo meglio per conoscerli in un pomeriggio;
e quella conoscenza lampo la chiamavi
magari amicizia. C'era nell'aria una sorta di curiosit
idealistica o ottimistica. E gli estri del carattere,
e il vario guerra e pace che si svolge nella
psiche, sembravano del massimo interesse se
non importantissimi.
Chancellet negli anni Quaranta dev'essere una
gran malinconia, ma anche tra i luoghi pi immutati
di Francia, appartato com'era. A Pelors,
ricordo, a due o tre chilometri di distanza, c'era
una scuola di quella che ora vien detta romanticamente
navigazione celeste, con un campetto
d'aviazione e qualche hangar; ma se  in uso,
sar in mano straniera. A quel tempo, la vecchia
duchesse de Challot e i suoi amici e parenti poveri,
in giubba stretta e su bolse cavalcature, andavano
a caccia ogni giorno nella foresta di Pelors.
Udivamo il suono dei loro corni, come un
picnic di perdute voci bianche. Forse fra le tane
delle volpi sono echeggiati nel frattempo i cannoni
antiaerei per la difesa di Parigi, insieme ai
rabbiosi balbetti radiofonici in mezzo ai rami
ben curati. Ora, se non altro, le volpi e i tordi
possono tornare. Il vecchio ex ministro che abitava
al castello, nel piccolo parco attiguo al giardino
di Alex,  morto.
La casa di Alex era giusto un segmento della
via che attraversava il paese: due piccole abitazioni
e una grande stalla per i cavalli unite e ristrutturate
e costosamente arredate nel semplice
stile moderno. Progettando il pianterreno,
Alex o il suo architetto avevano fatto uno sbaglio.
La sala da pranzo e la camera degli ospiti
principale davano sulla strada, che  anche la
provinciale per Orlans e per la regione turistica
della Loira; sicch lo spericolato traffico francese
sfiorava praticamente i muri, e i pesanti autocarri
erano fonte di allarme per tutta la notte.
La camera di Alex, come anche la cucina e la dispensa,
si aprivano invece sul giardino ampio e
tranquillo, con gran gioia dei nuovi domestici,
Jean e va, una coppia romantica che Alex aveva
portato con s dal Marocco. La coppia prese
prontamente possesso di un angolino sotto certi
pioppi; e in primavera ogni momento libero lo
passava l, a bisticciare e talvolta a piangere durante
il giorno, e a fare regolarmente la pace al
crepuscolo o al chiaro di luna, suggellandola a
baci... Menziono la curiosa ubicazione delle
stanze di servizio perch quel pomeriggio andai
in cucina a parlare con Jean e, guardando dalla
finestra, vidi in giardino Cullen che dava futilmente
sfogo alla sua tremenda gelosia, affrancato
per un momento dall'amore.
Non c'era stata parola di una loro venuta, o
forse me ne ero dimenticato. Udii una prima
scampanellata, poi una seconda. Jean e va dovevano
essere fuori, o appisolati. Alex era al telefono
con Londra per non so che piccola seccatura
d'affari, e non voleva essere disturbata.
Cos andai io alla porta; ed ecco la lunga Daimler
scura che occupava per intero l'acciottolato
tra la casa e la provinciale, e l'irlandese sul punto
di suonare una terza volta. Oh, salve,  la casa
di Miss Henry? Sono Cullen disse; e si volse
per aiutare la moglie a scendere dalla macchina:
operazione delicata, perch ella reggeva sul
polso un grande falcone adulto incappucciato.
Anche un giovane e azzimato chauffeur prest
aiuto. Mrs Cullen era vestita con estrema eleganza
e portava i tacchi pi alti che avessi mai visto;
sui quali, sostenuta dai due maschi solleciti
ai gomiti, cammin incespicando sui vecchi ciottoli,
mentre l'animale ondeggiava un poco e arcuava
le ali per tenersi in equilibrio.
Dissi il mio nome, loro lo ripeterono e mi
strinsero la mano con una certa qual vaga e magnanima
affabilit. Ho portato il mio falco
annunci, cosa superflua, Mrs Cullen. E nuovo.
Ho pensato che a Alex non dispiacesse. E
spero che anche a lei, soggiunse con occhi luminosi
dopo un attimo di silenzio, per blandirmi
caso mai mi arrogassi una qualche autorit
in casa di Alex spero che anche a lei non dispiaccia.
Non poteva sapere chi o cosa fossi:
un visitatore occasionale, un parente di Alex, o
forse un innamorato.
Aveva occhi di un azzurro cristallino, inconfondibilmente
irlandesi; e lei era inconfondibile
anche per altri versi, nonostante la vivace
parlata londinese e il bel vestito francese. Il suo
maquillage era pi curato di quanto ci si potesse
aspettare in una dama falconiera; pure, si vedeva
sulla pelle una lieve peluria naturale, e il
nasino all'ins tendeva ad arrossarsi. E c'era
una disarmonia, specie nell'allineamento delle
narici e nella piccola bocca ciarliera. Com' rara
la venust nelle irlandesi, dissi fra me; quali
scompigli, perci, quando essa appare: Emer e
Deirdre, Kitty O'Shea e Mrs McBride. Poi il mio
sguardo cadde sulla mano dalle nivee dita a fossette
di Mrs Cullen: un diamante cospicuo su
un dito, uno zaffiro stellato su un altro. Tra la
manica e il ruvido guanto cui era avvinto il falcone,
il polso esibiva il candore di un giglio; e la
caviglia non era da meno, perfettamente affusolata
in un barlume di calza. Senza dubbio questi
pregi le davano diritto a suscitare un certo incanto
e turbamento nell'altro sesso; a cominciare
da suo marito.
Frattanto Jean era accorso pieno d'imbarazzo,
abbottonandosi la giacca bianca. Lo mandai
a informare la sua padrona dell'arrivo degli
ospiti e a condurre l'autista al garage; e cercai
di far passare gli ospiti in soggiorno. Ma Mrs
Cullen continuava a illustrarmi il falco. E una
femmina, si chiama Lucy. Non la trova deliziosa?
 scozzese,  con me da cinque o sei settimane
soltanto. L'ha catturata un guardacaccia vicino
a Inverness, ma sta bene, solo un dito si 
torto nella trappola. Questo, vede?. Si ferm
sulla soglia e sollev la mano e il polso guantati
su cui posava Lucy, e vidi: avvinghiato al cuoio
ruvido e macchiato, un artiglio aguzzo afferrava
di sbieco. La macchia era sangue disseccato.
La chiamo Lucy perch quando d'inverno il
tempo era troppo brutto per andare a caccia
mio padre voleva che gli leggessi Walter Scott.
Ho pensato che ad Alex avrebbe fatto piacere
vederla.
Dovevamo portarla comunque interloqu
sonoramente il marito. Se la lasciamo in albergo
ne succedono di tutti i colori. Spaventa le cameriere,
e sono pianti e strilli. Mi tocca dare
mance enormi.
Era un uomo corpulento, non proprio grasso
ma con turgori e mollezze qua e l, irregolari,
non tanto sul ventre quanto su e gi per la
schiena, intorno alla testa, nelle mani. Pi che
la caccia, la sua carnagione britannica evocava il
cibo e l'alcol; di certo nulla in lui evocava la falconeria.
Gli occhi nocciola erano un poco iniettati
di sangue, con a tratti un barbaglio dorato;
e aveva un suo modo di aprire e chiudere le labbra,
come un broncio scontroso, o un bacio svogliato,
sotto i ciuffi dei baffi.
Stavamo per sederci nel soggiorno quando
entrambi notarono l'ambiente, ed evidentemente
si sentirono in obbligo di commentare.
Che splendida stanza, splendida, dissero molto
insolita, cos moderna e accogliente. Splendida
non era, ma grandissima: l'intera stalla di
un tempo privata del fienile, di modo che il tetto
era divenuto il soffitto, con vecchie travi di
castagno puntate goticamente in su fino a otto
o nove metri di altezza; il legno scuro lucidato a
cera e le pareti tinte di bianco. Mi ricordava una
chiesa di villaggio. Tutto intorno, a intervalli regolari,
erano appesi certi quadri moderni dal
disegno brusco e rudimentale e prodighi di colore,
come tante vetrate istoriate. Ma in quella
bella giornata l'arte moderna sbiadiva, eclissata
dalla vista del giardino e del parco che s'apriva
pi in l: da quel lato l'architetto di Alex aveva
eliminato quasi un terzo della parete, sostituita
da due vetrate di cristallo.
Mrs Cullen and svelta fino alla grande finestra
e di nuovo esclam cerimoniosamente:
Uno splendido giardino davvero. Che fortuna
avere uno stagno!. Era un giardino all'inglese,
come lo chiamano i francesi; niente aiuole regolari,
qualche fiore tra l'erba, sentieri lungo
l'acqua, arbusti rigogliosi nella luminosit sommessa
di fine maggio. Il cielo caratteristico del
Seine-et-Oise, nuvole spumose e azzurro pallido,
stava anche ai nostri piedi, disteso in replica
tenue sulla superficie dello stagno. Sullo sfondo
ogni albero era drappeggiato in sfumature diverse
dello stesso, estatico colore.
Ma mentre Mrs Cullen contemplava tutto
questo io ebbi un'impressione di indifferenza e
mera cortesia; il suo sguardo non osservava
granch. Un lieve aggrottare di ciglia, un esame
efficiente, per scoprire se l ci fosse qualcosa
per lei personalmente; e non c'era. Dopo un
momento le ciglia chiare ripresero a palpitare e
le azzurre pupille si rilasciarono, serbando solo
il loro sfavillio. I lunghi sguardi espressivi erano
tutti per il marito o il falco.
Ecco, la vista del giardino le ramment soprattutto
che il falco non vedeva nulla, con la testa
intera racchiusa, tranne il becco, nella sua cuffia
piumata. Povera Lucy, cieca come una talpa
mormor; e con destrezza, prendendo un cordoncino
fra i denti e l'altro tra il pollice e l'indice
della mano destra, sfil il cappuccio. Anche il
falco si accigli, diede uno sguardo circolare alla
stanza e batt le palpebre alla luce della finestra.
Poi allarg e rassett le piume biancastre e azzurrine
intorno alla gola; pettin la testa tra le
zampe impastoiate; lisci le guance contro la
spalla poderosa.
Mrs Cullen andava su e gi, evidentemente incerta
sulla scelta della poltrona che pi si confacesse
a lei e a Lucy. Quindi entr Alex, reduce
dalla sua interurbana, scusandosi per non averli
accolti subito. Risposero con un'altra salva di
complimenti sulla casa e il giardino, e ci fu una
nuova presentazione del falcone. Lucy, come
Lucy Ashton, la sposa di Lammermoor spieg
Mrs Cullen. Ricordi i versi? Vita serena e morte
tranquilla, nuda la mano e cuore e pupilla.
Con mio divertimento Cullen canterell con
dolce voce tenorile qualche nota della Lucia, la
scena della pazzia. La moglie lo zitt mormorando
il suo nome, Larry; e prosegu informando
Alex che loro stavano al Plaza-Honor, occupati
nelle compere parigine, impazienti di partire
l'indomani per l'Ungheria via Strasburgo. Non
vedevo l'ora che la smettessero con quel chiacchiericcio
e si accomodassero, perch volevo sedermi
per ammirare il falcone con tutto agio e
fare certe domande. Alla fine Mrs Cullen chiese
una sedia rigida, e io gliela portai dalla sala da
pranzo.
Fui molto colpito dall'entusiasmo di Alex durante
quella prima parte della visita dei Cullen.
Riflettei che doveva sentirsi sola l in Francia,
con me e mio cugino e pochi altri amici piuttosto
simili a noi come unica compagnia. Aveva
passato vari anni in Scozia col padre, e in Marocco,
e a viaggiare per l'Oriente; e anche a Londra,
quand'era ragazza, i suoi conoscenti erano
tutti gente sportiva come quei due, egocentrica
ma senza introspezione, instancabile ma emotivamente
oziosa. Era un tipo di umanit verso la
quale Alex non nutriva pi molto rispetto o fiducia,
ma che evidentemente la svagava ancora.
La loro passione per se stessi e per tutto ci
che puntualmente li riguardava, passione sempre
debordante, freddamente giocosa, spumeggiante
del blando fermento di una fontana, ti
catturava e si specchiava nella tua mente; e a poco
a poco cominciavi a partecipare di quella effervescenza.
Una delle caratteristiche pi evidenti
di Alex era la mancanza di curiosit; dovuta
soprattutto, penso, al timore di suscitare o autorizzare
l'indagine altrui su lei stessa. Forse l'egoismo
la rassicurava e la rendeva meno schiva.
Comunque sia, quel pomeriggio Alex faceva vivamente
domande, tra cui alcune che avevo in
mente io; e Mrs Cullen era felice di rispondere;
e Cullen felice di ascoltare rimandando i suoi
echi approssimativi. Si stabil cos uno strano genere
di compatibilit, in cui anch'io mi lasciai
man mano coinvolgere, non senza mia sorpresa.
Intanto, il falco mi affascinava al punto che
nient'altro aveva molta importanza. E fungeva
per me da incarnazione, o emblema, di tutti gli
argomenti di conversazione veramente interessanti
che questi viaggiatori, amanti degli spazi
aperti e della compagnia, di regola tralasciano:
malattia, povert, sesso, religione, arte. Ogni
volta che cominciavo ad annoiarmi, uno sguardo
solenne dei suoi occhi maniacali mi aiutava
a smettere di ascoltare per pensare invece intensamente
a me stesso, o per conto mio.
Inoltre i Cullen cominciavano a incuriosirmi,
ad affascinarmi in quel senso. Che io arrivi o
meno a comprendere adeguatamente una persona,
parto spesso da una forma di irritata, intensa
superficialit. Ed essi non erano davvero
che due esemplari, maschio e femmina, di quella
agiata gena britannica che infesta il mondo
intero col suo eccesso di energia e di modi pacati.
Erano assorbiti da se stessi, freddamente socievoli,
puri passatori di tempo. Ma niente in loro
era autenticamente pacato, e nemmeno pacifico.
Ecco, Cullen sedeva mollemente nella
poltrona pi comoda di Alex, con le gambe divaricate
o scompostamente accavallate, come
non ti aspetteresti da un gentleman convenzionale;
si leccava le labbra sotto la frangia dei
baffi; pensava visibilmente alla cena; interrompeva
la conversazione della moglie a intervalli
regolari come se nella vita fosse quello il suo
compito. Pure, egli sembrava lottare costantemente
contro non so che strano sentimento, ed
esserne in qualche modo sopraffatto. Ogni volta
che parlava, la moglie sorrideva o almeno inclinava
la testa verso di lui. Questa, sentivo, era pi
che altro buona educazione da parte di Mrs Cullen;
molte delle frasi del marito, e specialmente
il suo tono di voce, sembravano sgradevoli. Ma
tra una frase e l'altra, negli sguardi che gli lanciava,
c'era un affetto lucente come lacrime. E
nel suo amoroso affaccendarsi intorno al grande
volatile che aveva sul braccio continuava a
spostare gli occhi in direzione del marito, a implorarlo
che cercasse di volergli bene anche lui.
Quasi che il falco fosse un bimbo, e lui un amante;
o viceversa?
Alex si disse sorpresa che lasciassero volentieri
l'Irlanda in quel bel periodo dell'anno. Mrs
Cullen rispose che, durante la stagione o meno,
in Irlanda non c'era granch da fare tranne andare
a caccia. E quando vengono a casa, quegli
sciagurati dei nostri figli ci soffiano i cavalli.
Non possiamo permetterci di tenerne abbastanza
per tutti, e io non sopporto un cavallo che 
stato montato da altri.
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Alluse anche blandamente al progressivo ridursi dei vecchi, sobri patrimoni come il loro. La banshee, l'ulante spirito senza pace, nella corrente del corridoio o tra le siepi incolte, piangeva non la morte dei congiunti ma l'aumento delle tasse, il calo delle rendite e degli investimenti... Ricchi in realt lo sembravano ancora, in seta tessuta a mano e diamanti, tweed morbido come seta, alloggio al Plaza-Honor, viaggio a Budapest su una Daimler.
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Ma tutto questo in realt costa meno di una
vecchia casa di campagna piena di ospiti, con
obbligo di scuderia e canile e dispensa e cantina,
e domestici a sufficienza. Chiusa Cullen
Hall, osserv Mrs Cullen, essi erano in grado di
accettare inviti per met dell'anno; e il continente
era a buon mercato.
Che lei ci raccontasse tutto questo irrit evidentemente
Cullen. Accalorato, egli ci inform
che un suo vicino, un idiota ubriacone d'altronde,
aveva venduto tutto ci che la legge gli consentiva
di alienare, e che due suoi cugini erano
costretti ad abitare in affitto; e cos andavano le
cose in tutte le Isole Britanniche. Quanto alla
loro situazione, non era n disonorevole n disperata.
C'erano ancora certe eredit loro spettanti,
dal lato suo, non della moglie. I figli erano
ormai uomini fatti, tranne che per la madre;
ma erano ancora impegnati in quella gran dilazione,
gli studi, che  costosa. Suo fratello e sua
sorella erano felici di ospitarli nelle vacanze
estive; ma loro preferivano bighellonare a Cullen
Hall, con due o tre domestici che comunque
erano troppo vecchi per essere licenziati; e
andavano a caccia con i vicini. Per i giovani  facile
intendersela con gente nuova, anche con
l'ultimo arrivato nella loro contea, un industriale
ebreo titolato; lui, Cullen, non aveva questa
facilit. Mrs Cullen disse una parola in difesa di Lord
Bild. C'era da ringraziare il cielo, specie per via
dei ragazzi, che la tenuta attigua a Cullen Hall
l'avesse comprata lui. Bench venisse da una famiglia
tedesca qualunque, era un uomo di grande
rigore quanto a maniere, sport e sane abitudini;
certo pi di loro. L'influsso del vicinato 
come l'istruzione: i maestri migliori appartengono
alle razze e alle classi che a loro volta hanno
imparato di recente.
Ora Cullen si era alzato; stava accanto alla
moglie e stuzzicava il falco agitando un dito. Mi
parve che i grandi occhi dell'uccello mostrassero
solo un lieve naturale stupore; mentre sulla
faccia di Cullen si disegn un lento ghigno, ed
egli impallid. Fu per me la prima rivelazione di
un fatto interessante: odiava Lucy. Avrebbe sacrificato
volentieri un polpastrello per avere un
pretesto di rappresaglia, pensai; e lo immaginai
nell'atto di afferrare una sedia o un tavolino per
massacrarla. Che differenza, tra animali ed umani!
Al momento buono Lucy era certo di una ferocia
nauseante; ma intanto se ne stava placida
e inerte, in disarmo. Invece l'umanit  istrionica,
e per ogni impeto di passione deve fare le
prove; cos met della nostra vita  una messinscena
vaga e turbolenta.
Mrs Cullen alz lo sguardo sul marito e disse
con voce vellutata: Il guaio dell'Irlanda, per
me,  che non gradiscono che noi si tenga un
falcone. Naturalmente Lord Bild disapprova;
ma a lui non faccio caso.  cos insicuro di s;
per giunta  ebreo, non puoi aspettarti che viva
e lasci vivere. Ma gli altri nostri vicini e i parenti
sono quasi altrettanto noiosi.
Cullen ficc in tasca la mano provocatrice e
torn alla sua poltrona. Gli occhi di lei ebbero
un rapido baleno, forse esprimendo quella sorta
di contrizione che si finge scherzosa. O forse
le era grato troncare i discorsi sulla vita in Irlanda
e la loro situazione finanziaria e riprendere
il tema diletto del falco, che a lei importava sopra
ogni cosa.
L'estate prima, ci disse, un vecchio ungherese
le aveva venduto un terzuolo addestrato. L'ho
portato con me quest'inverno, quando siamo
andati in Scozia da certi simpatici americani.
Ma il falco si  ammalato ed  morto. Avevano
fatto mettere il riscaldamento americano, che
secondo me in una casa vecchia fa umidit, non
credete? Poi il loro guardacaccia ha catturato
Lucy e me l'ha regalata. Che fortuna, no? Ho
sempre desiderato un falcone in abito adulto,
da avvezzare e addestrare io stessa.
Nella rigorosa terminologia sportiva, spieg,
solo le femmine si chiamano falconi; e il falcone
in abito adulto ha gi cacciato per conto suo,
cio alla cattura deve avere almeno un anno.
A parte quella piccola deformit alla zampa,
Lucy era un esemplare perfetto della sua specie,
Falco peregrinus. Il corpo era lungo quanto
un braccio della padrona; le penne dell'ala in
riposo, un po' troppo lunghe, aderivano al dorso
come una tenda da campo ripiegata. Il dorso
era di un indefinibile color ferro; con solo qualche
residuo riflesso del vermiglio giovanile. Il
petto sontuoso era bianco, con piccole chiazze
castane, come linguette, o nappe. Dalle brache
piumate le zampe scendevano diritte e asciutte
sul posatoio, smaltate di un giallo verdognolo.
Ma in lei la cosa pi bella era l'espressione.
Era come una fiammella; e catturava l'attenzione
allo stesso modo, sebbene non avesse in s
n guizzi n luce n calore. Un'espressione che
talvolta hanno gli uomini; uomini di grande
energia, assorti in ogni istante, per tutta la vita,
nella loro ambizione o vocazione. Possono essere
uomini buoni ma spesso vengono presi per
cattivi, e viceversa. In Lucy essa appariva soprattutto
negli occhi, non neri ma di un bruno funereo,
e straordinariamente grandi, incassati
nella testa appiattita.
A ciascun lato della parte superiore del becco
c'era un piccolo dente, o zanna. Mrs Cullen
spieg che l'uccello nel vigore degli anni lo usa
per spezzare la spina dorsale della preda: la
morte pi misericordiosa in natura. Mi faceva
pensare ai guanti uncinati che portano i nostri
contadini per scartocciare il granturco; e cos
appunto, pensai, doveva funzionare: il falcone
nel cielo come una grande mano angelica che
strappa dalle penne la carne del piccione o della
pernice, l'anima dalla gola.
Mrs Cullen mi parve la donna pi ciarliera
che avessi mai conosciuto; e tutto il pomeriggio
non fece che parlare del falco. Un buon numero
di abitanti delle Isole Britanniche si accaniscono
per tutta la vita a uccidere in un modo o
nell'altro qualche animale selvatico, e naturalmente
hanno molto a cuore gli animali domestici
che li assistono nell'impresa. Altri, che tutto
sanno della natura umana, preferiscono nondimeno
parlare di animali, forse perch, anche
conversando, la prudenza  la parte migliore
del coraggio. L'entusiasmo di Mrs Cullen era
l'esatto opposto, e probabilmente avrebbe infastidito
o allarmato la maggioranza dei suoi compatrioti.
Mi parve, dopo averla ascoltata a lungo,
che si sentisse invadere la mente da non so
quale bizzarra visione, o pena assillante, e cercasse
di alleviarla chiacchierando, con una sorta
di continua duplicit di significati. Doppiezza
che penso non avrebbe mai ammesso; n forse
sarebbe riuscita a esprimersi in termini univoci.
La gente di regola vuol dire molto pi di quanto
non capisca.
Ci inform, per esempio, che allo stato di natura
i falchi muoiono di rado per malattia:
muoiono di fame. La vista vien loro meno; alcune
penne remiganti si spezzano o cadono; gli
artigli si ottundono o a loro volta si spezzano.
Non sono pi in grado di giudicare quale preda
conviene assalire; oppure il loro volo si fa cos
lento che anche la preda pi accessibile scampa.
O ancora, diminuiti di peso, non riescono
pi a stordire la vittima piombandole addosso;
o quando la ghermiscono non possono reggerla
abbastanza a lungo per ucciderla. Giorno dopo
giorno commettono errori sempre pi patetici.
Allora sono costretti a puntare su uccelli molto
giovani o malati, o su piccoli animali terrestri, i
pi difficili da scorgere; e queste facili conquiste,
comunque, non bastano a tenerli in carne.
Pi sono affamati e pi debole e stanca si fa la
loro caccia. E pi si indeboliscono pi spesso
hanno fame, in una miseranda confusione di
causa ed effetto. Infine sopravviene e li vince
una sorta di vergogna, o di malsano scoramento;
e immobili sulle rocce o su un albero aspettano
la morte per cos dire filosoficamente, lasciandosi
morire.
L'anno scorso ho conosciuto un medico del
nostro manicomio di Dublino aggiunse Mrs
Cullen. Ero curiosa di vedere com'era il posto,
e un giorno lui mi port con s in un giro di
ispezione. Certi matti mi rammentavano i falchi,
esattamente. I matti letargici, seduti con le
mani in grembo, afflitti da una spossatezza immaginaria,
la parola ridotta a un bisbiglio, gli
occhi ardenti ma persi nel vuoto, incapaci di
concentrarsi...
Cullen si schiar rumorosamente la gola, forse
per protestare contro la curiosit femminile
o contro questa follia di leggere significati nei
comportamenti di semplici uccelli.
I falconieri, disse Mrs Cullen, ritengono che
la fame sia pi crudele per i falchi che per gli altri
uccelli e animali. Li rende pazzi, doloranti in
ogni penna; un prurito esacerbante nei terribili
artigli; un gonfiore sanguinolento nella gola,
avvolta dal piumaggio leggero come da una
benda. Questa brama tormentosa, questa morbosa
ossessione, d modo di addomesticarli e di
portare a compimento la tecnica straordinaria
della falconeria, che nessun altro uccello  in
grado di apprendere. Senti il dolore nel loro
grido - aik, aik, e Mrs Cullen lo imit per noi -,
un breve strido monotono accompagnato da un
sommesso gorgoglo, come se la bocca fosse
piena d'acqua bollente. Io credo che gli esseri
umani non provino mai nulla di simile.
Ma Madeleine, Madeleine, noi non abbiamo
mai fame! protest il marito ridacchiando,
un riso in cui v'era grande soddisfazione. Come
facciamo a saperlo?.
Lei lo preg di non dire sciocchezze. Aveva
conosciuto gente affamata, dei repubblicani irlandesi
che si nascondevano dai Black and Tans,
e dei tedeschi nel 1922, e gliel'aveva chiesto; e
loro descrivevano la fame piuttosto come una
specie di tenue, fredda sonnolenza.
Questo mi fece riflettere. Ero stato un ragazzo
povero, in una fattoria del Wisconsin e in
una topaia di Chicago, e in Germania nel 1922,
ma non ricordavo sensazioni precise di fame, fame,
cio, dello stomaco. E pensai - come pensa
chi  relativamente ben nutrito - alle altre fami
umane: mentali, sentimentali e via dicendo. Per
esempio, la mia decisione giovanile di scrivere.
Nessuno mi avvert che non avevo abbastanza
talento. Perci la mia speranza di diventare un
ottimo scrittore si trasform in qualcosa di
aspro, spasmodico e cocente; e con gli anni sarebbe
stato sempre peggio. Anche l'artista senza
successo finisce nell'apatia, troppo orgoglioso
e incupito per volare di nuovo, in attesa dell'ispirazione
negata, annoiato a morte... Naturalmente
di questo non parlai con Alex e con i
Cullen. Sarebbe parso scortese, e anche il solo
pensarci anormale, mentre loro si scambiavano
informazioni sulla vita reale, su nazioni realmente
affamate, su fameliche specie di uccelli.
A questo punto il nostro esemplare spieg le
ali, ossia stette un momento su una zampa sola,
scosse l'altra zampa e l'altra ala verso il basso e
distese quella met del suo piumaggio in un
lungo ventaglio, fissandomi, battendo le palpebre
o ammiccando. Ma poich la mia scrittura
era andata male tutta la primavera non potei
sopportare di dedicare a Lucy pi che un pensiero
fuggevole in quel senso. Cominciai a pensare
a lei, invece, come a un'immagine del desiderio
amoroso. E quello, in ogni caso, il grande
sollievo dalla spossatezza del lavoro; la naturale
consolazione per il suo cattivo andamento. O
forse a farmi venire quell'idea fu il sentimento
che i Cullen provavano l'uno per l'altra. L'arte
senza dubbio  troppo eccezionale perch valga
la pena parlarne; ma il sesso no. Almeno in paesi
propizi come la Francia e gli Stati Uniti, e in
periodi prosperi come gli anni Venti, deve essere
l'appetito pi acuto nella maggioranza degli
uomini per la maggior parte della vita.
E gli uomini con forti impulsi sessuali, a meno
che si arrendano e si sposino e restino sposati,
sono pi o meno affamati a morte. Io allora
ero ancora giovane ed ero stato fortunato in
amore. Ma i piccoli precoci litigi e smacchi sono
campanelli d'allarme; e nelle confidenze degli
amici e nei pettegolezzi su altri uomini si discerne
la sagoma vaga e repellente di ci che verr.
La vita continua a lungo anche dopo che la fortuna
 finita. Si resta giovani, ahim, ben oltre
la fine della giovent. La vita amorosa continua
indefinitamente, con sempre minori probabilit
di essere amati, sempre minore capacit di
amare, e i patimenti d'amore, la stretta allo stomaco,
pi acuti che mai. Il vecchio scapolo somiglia
a un vecchio falco.
Gli esseri umani civilizzati hanno imparato a
evitare la fame in senso stretto e la paura della
morte e la schiavit vera e propria; cos almeno
sembrava negli anni Venti. Hanno invece a che
fare con questo genere di cose: la paura della
vecchiaia, la perdita del fascino, la mancanza di
amore. Perci mi sorpresi a guardare ansiosamente,
con tenerezza, la mia giovane e nubile
Alex, e i suoi ospiti irlandesi con vana invidia.
Ma l'irrequietezza della moglie irlandese e l'aria
del marito, ammaliato ma sulle spine, mi ricordarono
che stavo facendo una falsa distinzione.
Nel matrimonio non c' tutta la dolce sicurezza
che uno spera. Anche nel matrimonio ci
sono la fame e la sua gemella, la nausea; indigenza
e avidit; e il castigo: il passare del tempo.
Naturalmente vero amore e passione fisica non
sono la stessa cosa, ma nemmeno sono inseparabili,
o indistinguibili. Soltanto si riflettono e imitano
e spiegano a vicenda.
Riandando ai discorsi e ai pensieri di quel pomeriggio,
sono incline a incolpare Mrs Cullen
di queste mie fantasticherie, crucci e euforie
personali, che di quando in quando mi distoglievano
da ci che diceva. In una donna tanto
energica e avvenente, il segno di un'emozione
nascosta e il senso di una duplicit di significati
sono naturalmente eccitanti; e l'eccitazione
porta nella propria direzione privata. Ma come
in uno specchio, guardando me stesso, intravidi
qualcosa del suo carattere e del suo frangente
prima che le circostanze del pomeriggio la tradissero.
Penso che istintivamente lei lo desiderasse.
Frattanto aveva continuato a rispondere alle
domande di Alex: qualcosa sugli artigiani che
attrezzano i falconi, generazioni e generazioni
di merciai aviari, specialmente in India; e quale
campanello risuona pi nitido tra l'erba e i cespugli
e i venti, e quale cappuccio rischia meno
di ulcerare palpebre e mucose cerate; e qualcosa
su un antico testo persiano dal titolo tripartito
che  ancora il miglior manuale di falconeria.
Desideravo sapere tutto questo, ma non riuscivo
a prestarvi attenzione.
Poi Lucy cominci a pompare, cio a battere
le ali, e si gett a capofitto gi dal pugno. I
geti di cuoio che le impastoiavano le zampe e il
laccio a cappio intorno alle dita di Mrs Cullen la
trattennero ignominiosamente a testa in gi.
Uno spettacolo penoso, come un attacco epilettico
o un accesso di pazzia. Non c'era possibilit
che si rompessero le corregge; quasi mi aspettavo
che si spezzassero invece le magre, lustre
zampe. Mi aspettavo che stridesse, aik! Ma il solo
suono fu il tintinnio del campanello e il tramestio
delle penne, l'ansito dell'aria attraverso
il piumaggio. Le penne caudali e le remiganti,
rigide e protese, sbattevano dalla testa ai piedi
addosso a lei e alla padrona. Mrs Cullen, imperturbabile,
sollev il braccio sinistro sopra la testa,
si alz in piedi e rimase immobile, stornando
solo il viso dalle sferzate. La sua calma mi
impression non meno della sua forza.
Dopo un momento Lucy capitol. Fu straordinario:
riprese il controllo visibilmente, piuma
dopo piuma. Poi rest cos, placidamente appesa,
come un tacchino o un'oca al gancio di una
macelleria; solo un istante. Le lunghe ali ricominciarono
a sbattere, ma in uno sforzo diverso:
abbracciando l'aria, puntellandosi all'aria,
finch gli artigli trovarono la giusta presa sul
guanto ed essa riusc a tornare al suo posto. Di
l ci fiss, ci guat, ricacciando con un batter di
palpebre il flusso di sangue dagli occhi imbarazzati,
rassettando il piumaggio.
Con un sospiro e un mezzo sorriso Mrs Cullen
abbass il braccio aggravato e scosso e si risedette
sulla sua seggiola. Simili disperati tentativi
di fuga, spieg, impeti folli di libert, avvengono
in tutti i falconi addomesticati a intervalli
abbastanza regolari, specie nel primo anno o
nel secondo; per tutta la vita se non sono stati
bene avvezzati. Non smettono mai di essere
selvatici.  come la malaria o quell'altra febbre
intermittente, quella da cui bisogna tanto guardarsi
in Oriente.
Lucy era un uccello insolitamente franco e attivo,
sicch spesso si capiva se stava covando
qualcosa: da un lieve ripetuto tinnire dei campanelli,
dalla trazione di un geto. Il cuoio magari
era logoro, o lento: E invece le stringe, e lei
s'infuria e si dispera concluse Mrs Cullen.
Non riesce a sopportarlo e non c' rimedio. 
come un suicidio.
Datemi la libert o la morte, ah, ah grid
Cullen, con l'aria di aspettarsi un applauso da
noi perch eravamo americani, o forse perch
Alex si chiamava Henry come l'americano che
per primo aveva espresso quel pensiero. La moglie
gli lanci quella sua occhiata che era l'opposto
del plauso; ed egli la prese come al solito.
Gli occhi nocciola spiccavano come gioielli; la
punta della lingua gli accese le labbra.
Frattanto lei accarezzava pian piano il piumaggio
del ventre e le zampe stanche di Lucy.
Come fosse un'infermiera e Lucy la sua paziente,
dopo un accesso di malattia o di follia. O come
fosse innamorata e Lucy la sua amata, il piacere
che rifluiva, assorto... E ogni parola che
pronunciava aggiungeva un poco a quel confuso
significato. A volte riesco a prevenire i suoi
accessi di indipendenza. Come un'istitutrice
impara a conoscere un bambino, vede arrivare
le bizze e lo distrae come pu... Carezzarla cos
a volte funziona. All'inizio usavo un'ala di piccione
essiccata, come si dovrebbe, ma a Lucy va
bene lo stesso.
Continu, pigramente: due dita a fossette
con lunghe unghie dipinte e grossi anelli, che
lisciavano le penne esauste. Oppure, se mi accorgo
in tempo, la sollevo sopra la testa. Le piace
stare appollaiata pi in alto possibile, cos
pu guardare gi tutto quello che ha intorno.
Penso che la spaventi vedere le cose pi in alto
di lei. A volte siamo cos anche noi, no? aggiunse
sorridendo con dolcezza.
Questi suoi passaggi - dal falco all'umano,
dall'oggettivo al soggettivo - pi volte mi sorpresero.
Certo, ogni donna molto innamorata,
come ogni istitutrice, sa che una blandizia tempestiva
risparmia dissapori, che l'illusione della
superiorit neutralizza l'illusione dell'inferiorit.
Ma non mi era venuto in mente che il suo
amore per Cullen fosse grande in quel senso:
scaltro, pedagogico, terapeutico.
I falconi, ci inform, in cattivit non si riproducono.
Si sono fatti vari tentativi per indurveli,
ma senza successo. Il falconiere, ogni volta che
addestra un nuovo compagno, deve ripartire da
zero. A poco a poco la creatura perfettamente
selvatica si arrende, individualmente, alla stretta
terribile della fame. Ma  tutto qui: resa, addomesticamento.
Non si sentono mai a casa. Si
possono tenere un maschio e una femmina sulla
stessa gruccia uno accanto all'altra, per anni;
non accade nulla. Smettono di aggredirsi ma restano
solitari. Il disprezzo reciproco, o il disprezzo
di s, per la capitolazione sembra spezzar
loro il cuore. Non costruiscono mai un nido
n fanno uova. Nessun pulcino, nessun giovane
falco viene mai allevato in cattivit. Nella resa
non c' vera accettazione n ereditariet.
Mrs Cullen menzion, come una sorta di eccezione,
i vecchi uccelli mansueti che alcuni addestratori
usano con i giovani selvatici. Ma anche
il loro apporto va inteso solo nel senso di
una razionalizzazione del male necessario, dell'inculcare
il vizio, del far buon viso a cattiva
sorte: infatti, anche loro sono nati in anfratti
rocciosi o su alberi scomodi; e anche loro rimangono
sterili.
Come dei maestri di seminario! berci
Cullen. Lo trovai divertente, ma il suo sorriso
aveva qualcosa di osceno, e mise palesemente in
imbarazzo sua moglie e Alex; mi astenni quindi
dal sorridere.
Poi Mrs Cullen cit il detto famoso di Buffon
sui falconi: L'individu seul est esclave; l'espce est libre.
Buffon era stato, dopo Walter Scott, l'autore
prediletto del padre. La sua pronuncia del
francese era cattiva, ma molto graziosa. Soltanto
il singolo falco  schiavo; la specie  libera...
Allora intervenne Alex, ad alta voce rispetto
al solito: Oddio, per gli esseri umani  il contrario,
no? Noi siamo schiavi nella massa. Solo il
singolo pu sperare di liberarsi; uno alla volta,
poi un altro, e un altro ancora.
Be', forse assent Mrs Cullen. Chiss. Ma
sorrise con condiscendenza. Penso si felicitasse
con se stessa per il fatto di conoscere un tipo di
umanit pi libero e forte di noi americani, viziati,
inautentici, sempre a farci mille domande.
E forse lo conosceva: i repubblicani irlandesi, i
rudi cacciatori ungheresi, i tedeschi durante la
disfatta.
Ma  vero, no? insist Alex. L'uomo che
ama davvero la libert  l'eccezione.
Oh, senz'altro. Hai proprio ragione mormor
dubbiosa la nostra falconiera.
Ma suo marito dissent. No, Alex! Che idea
ripugnante! Scusa tanto, ma l'amore per la libert
 l'istinto pi profondo che abbiamo....
Meditammo in silenzio su queste parole; noi
tre, sembrava, con rammarico. Alex desiderava
la libert pi di qualsiasi cosa; e se in questo era
diversa dagli altri, rischiava di avere una vita solitaria.
In ogni caso ci sarebbe voluto un uomo
migliore di Cullen per dissipare la sua giovane
misantropia. Per parte mia mi rammaricavo di
non aver mai saputo decidere cosa pensare:
quanta libert  un vero movente umano, e quanta
 stupida, uno spreco? E per la prima volta in
quel pomeriggio Mrs Cullen fiss il marito mestamente,
ossia con debolezza. Era d'accordo
con lui, ne ero sicuro. Ma in certe circostanze
pu apparire evidente che almeno un essere
umano esige la libert; e un altro amaramente
rimpiange che sia cos: perch ha bisogno di tenerlo
prigioniero.
Ma insomma! voci ancora Cullen. L'indipendenza
 l'unica cosa umana dei falchi.
Non sei d'accordo, Madeleine?.
Lei gli volt a mezzo le spalle e contempl
Alex e me con aria vagamente ostile. Era la studiata
assenza di espressione, l'assenza di cipiglio
che compare sul viso di un abile conferenziere
quando cominciano le domande balzane
o importune. E c'era anche una tristezza che, se
la interpretavo bene, ho spesso provato anch'io.
Non voleva che prendessimo il suo falco, il suo
argomento diletto, il suo hobby e simbolo -
qualunque cosa significasse per lei -, e lo rivoltassimo
di qua e di l per dargli il senso che ci
pareva. Era suo, e noi glielo stavamo sciupando.
Intorno agli occhi e alla bocca c'erano i segni di
quella caricaturale stanchezza tipica delle persone
che parlano troppo.
Nell'insieme la nostra socievolezza era svanita;
vi si era insinuato un che di acre ed oscuro.
Stavamo l seduti da troppo tempo. Alex, immaginai,
non vedeva l'ora che se ne andassero.
Ma ad un tratto divent ospitale. Restate a cena,
Madeleine, vero? Larry, ti prego. Vi prometto
una buona cena aggiunse con un sorriso indulgente.
Mi chiesi se avesse detto a Jean e a va di questo
invito, e se il breve preavviso li avrebbe irritati
o ispirati. Anche Mrs Cullen ebbe lo stesso
pensiero. I domestici sono tremendi, lo sai. I
miei si infuriavano, quando a Cullen Hall capitava
qualche improvvisata.
La povera Alex era abituata alle furie della
servit; ma a questa coppia, spieg, le sorprese
non dispiacevano. Li aveva trovati a Tangeri, dove
erano stati assunti dal circolo di caccia al cinghiale
per cucinare in un campo popolato da
numerose tende di soci celibi. Con pochi utensili
primitivi, qualche casseruola di ferro e uno
spiedo su un fuoco all'aperto, e ospiti imprevisti
a tutte le ore, per loro era stato evidentemente
un gioco da bambini, e una gradita occasione di
sfoggiare la loro abilit. Un pomeriggio un generale
francese e una comitiva di otto persone
erano arrivati in automobile dalla citt, e uno
sconsiderato li aveva invitati a trattenersi. Jean
aveva preso un cinghiale ucciso quella mattina,
e tagliandolo a fettine, soffregandolo con certe
erbe che crescevano l fra le tende, e facendolo
marinare in quattro bottiglie di brandy, lo aveva
reso per sera assai commestibile. Alex era incline
a pensare a tutto il corso della sua vita come
a un'emergenza del genere; cos aveva assunto
la fiera coppia, le aveva procurato i passaporti e
l'aveva imbarcata per la Francia e Chancellet. Li
aveva assunti per questo, disse a Mrs Cullen.
Se davvero restiamo, rispose Mrs Cullen
bisogner dar da mangiare al falco, verso le
sei. Alex intendeva comunque proporre a Jean
di fare dei piccioni al forno col ribes bianco.
Jean se li sarebbe procurati da un vicino che
aveva un'immensa vecchia colombaia, e si poteva
portarne uno vivo per Lucy. La reminiscenza
del cinghiale al brandy e la prospettiva dei pigeons
aux groseilles deliziarono Cullen; si vedeva
la ghiottoneria lucciccare sulle sue labbra rosee.
Alex and in cucina, e dall'aria tranquilla che
aveva al ritorno giudicai che Jean era ben disposto.
Poi propose una passeggiata fino all'ora di
cena, e anche questo delizi Cullen, sebbene il
suo appetito non avesse bisogno di stimoli. Per
Giove, disse la sola idea di quei piccioncini....
Li deluse apprendere che il parco non era
propriet di Alex. Apparteneva alla nazione, insieme
al piccolo castello di Chancellet che vi si
trovava in mezzo, ed era stato concesso come residenza
a Bidou, il vecchio e illustre ex ministro.
Ma Bidou di giorno teneva i cancelli aperti e
tutta la gente del villaggio andava e veniva liberamente.
Forse, incontrando persone di ogni
classe durante la sua passeggiatina quotidiana,
lo statista pensava con orgoglio di essere stato
per tutta la vita un vero democratico. A ognuno
elargiva un bonjour. Gli piaceva particolarmente
incontrare Alex, perch era americana ed egli
ricordava vagamente di aver propugnato il pagamento
dei debiti di guerra.
Che noia, i politici! esclam Cullen con
una strana risata piena di boria. Peggio dei
poeti.
Larry, per favore, disse in fretta la moglie
per favore non tocchiamo questo argomento.
Mi chiesi cosa ci fosse sotto.
Alex apr il cancelletto al di l dello stagno, e
ci inoltrammo in una alle di faggi centenari.
Alex ci avvert che se Bidou fosse apparso in
lontananza lei sarebbe dovuta tornare indietro.
Era solito invitarla a cena, e Madame Bidou l'aveva
pregata di non accettare, per la fragilit
della sua salute, per la follia della sua vecchia virilit.
Adesso che eravamo fuori di casa ci sentivamo
tutti pi contenti. Il parco era bellissimo.
Gli alberi, curati con tanto amore da quando
erano stati piantati da un allievo di Le Ntre,
avevano sviluppato al massimo ciascuno la sua
natura. La loro disposizione, a gruppi irregolari,
o in filari, o isolati e un po' discosti, sembrava
non solo rispondere all'arte dei giardini ma
esprimere i loro sentimenti reciproci: peculiarit
di affetto o di obbedienza, orgoglio o pena.
E a differenza di nature umane in una simile
adunanza, non promettevano o minacciavano
niente di pi; n episodi n sviluppi.
Cullen camminava avanti con Alex. Ora, all'aperto,
non solo rideva ma gridava; di modo che
lo udii raccontare una storia su un anziano politico
inglese che si era invaghito di una giovane
donna sposata. Un giorno lui e il marito erano
andati da soli nella brughiera per una partita di
caccia informale; e lui aveva ucciso il marito accidentalmente,
per cos dire. Poi aveva sposato
la donna. Ma si era tormentato per l'accaduto
per tutta la vita, che non fu lunga; e nel testamento
la disered. Era una ciarla vetusta: l'avevo
gi sentita; e al momento non trovai niente
di strano nel fatto che Cullen la raccontasse, salvo
che a lui sembrava divertente e a me no.
Quando l'amore  diabolico, pensai, la forma
pi semplice che pu assumere  un triangolo;
ed  una forma opportuna, se quell'amore  intollerabile.
Forse gli innamorati da compiangere
sono quelli che non hanno nessuno da odiare
- ci che desiderano uccidere e ci per cui
ucciderebbero  fuso nella medesima persona,
quella che amano; la sua eliminazione accade
allora solo nella fantasia, e si ripete all'infinito.
Arrivammo a un bivio; e l vedemmo la figuretta
del vecchio Bidou venire nella nostra direzione:
col suo caratteristico passo arrancante, le
spalle strette sotto una grande mantella. Tutta
la vita era andato calzato di scarpe grosse da soldato
semplice, e ammantato di nero; una manna
per i caricaturisti e una sorta di blasone elettorale;
e cosa che adesso rendeva facile evitarlo.
Mrs Cullen chiese se loro potevano proseguire,
per dare un'occhiata al celebre vecchio.
Alex e io tornammo da soli verso casa, per
una scorciatoia che attraversava una ftta piantagione
di alberelli, ricoperta da una volta di rami
primaverili di alberi vecchi. Era come camminare
dentro un telescopio adagiato a terra e puntato
sul castello, lontano mezzo chilometro.
Nell'Ottocento, sotto la supervisione di Viollet-le-Duc
e del suo amico autore di Carmen, Chancellet era stato
interamente e minuziosamente
restaurato. Laggi nel cerchio assolato, la lente
del nostro telescopio sembrava di una bellezza
fiabesca in mezzo alle aiuole e al fossato, dove
alcune anatre sguazzavano e amoreggiavano.
Io ero, come Cullen, di un umore fatuo e
gaio; tutto sembrava misterioso e carico di sentimento.
La tonda cornice ramosa in cui camminavamo,
guardando la luce rosata del sole davanti
a noi; la linda architettura incorniciata,
con il suo alone letterario oltre che storico; lo
statista morente, svanito, erotico, che quotidianamente
vi passeggiava intorno in un'orbita immutabile;
i nostri bislacchi ospiti che gli andavano
incontro, donna con falco e uomo ingordo,
al quale gli occhi diventavano d'oro non appena
la guardava, al quale veniva l'acquolina alla
sola menzione della cena - tutto era raccolto intorno
a me, vanamente fantasticavo, a rendermi
molto semplice e chiara un'unica grande, vaga
cosa. Che potevo chiedere di pi? Ma  sempre
sciocco supporre la semplicit. Si possono solo
sostituire piccoli fatti a grandi speculazioni, piccole
messe in scena al desiderio immenso, e
chiamare questo semplificazione.
Il ritorno per conto nostro mi diede modo di
interrogare Alex sui Cullen. Erano andati a Tangeri
due o tre anni prima per la caccia al cinghiale
con la lancia. Madeleine cavalcava splendidamente,
ma il regolamento del circolo vietava
alle donne di portare la lancia. Cullen aveva
dimostrato una netta mancanza di entusiasmo,
e a dire il vero una mancanza di talento; tuttavia
era uscito ogni giorno e non se l'era cavata male.
Quando una di quelle ardite bestiacce appariva
in lontananza - guizzando nella macchia,
scappando d'improvviso allo scoperto come
l'ombra di un uccello in volo -, la irlandese partiva
al galoppo con i primi cavalieri; suo marito
seguiva a fatica, con l'aria di cadere da un momento
all'altro ma senza cadere. All'ultimo
istante, quando le lance si abbassavano accanto
alle spalle dei cavalli, lei tirava di colpo le redini
e si voltava. A un tratto non c'era pi, e Cullen
c'era ancora. Le aspettative di lei e, per contro,
la sua scarsa abilit equestre - tale pareva agli altri
- lo costringevano, suo malgrado, alla prodezza.
Alex seppe da un socio del circolo che
un paio di volte era stato, sul campo, di un'audacia
e di una ferocia perfino eccessive; scioccanti.
Una mattina il suo cavallo inciamp in
una buca e lo scaravent a terra accanto al cinghiale,
un bestione cattivo gi ferito; ed egli si
comport con molto criterio e coraggio, proteggendo
il cavallo dalle zanne, bench non fosse
del tutto sobrio. Questo non essere del tutto
sobrio era, in generale, il suo problema.
Cos aveva detto Mrs Cullen ad Alex, un giorno.
Povero Larry, quando siamo in Irlanda o a
Londra senza niente da fare ha la tendenza a
mangiare troppo, e per giunta a bere smodatamente.
Alex doveva essere rimasta colpita da
questa confessione, perch me ne cit parola
per parola qualche frase: Sai, quasi tutto lo annoia
mortalmente;  il suo vero punto debole.
Ma del resto cosa vuoi dire a un uomo adulto riguardo
al bere?  solo un piccolo, futile viziaccio.
Loro sono orgogliosi, e gli secca doverci
pensare su. Avevo una zia che continuava a parlarne
e non fece che peggiorare lo zio. Perci,
aveva aggiunto Mrs Cullen, con la massima discrezione
lei cercava di distrarlo; di tenerlo occupato,
e con le giuste compagnie; all'estero, e
fuori di casa il pi possibile. Lui spesso si lagnava
che non era il modo di vivere; ma lo aveva
mantenuto in forma e di buon umore.
Madeleine era pi giovane di Larry, precis
Alex; e aveva denaro suo; ed era una donna intelligente,
anticonformista e piuttosto incline ai
piaceri. Eppure gli si dedicava interamente,
ogni istante, anno dopo anno. Larry d'altro
canto non le era completamente fedele, nonostante
il suo attaccamento. Quando erano a
Tangeri una giovane americana graziosa che si
chiamava baronessa Levene, venuta da Malaga,
aveva flirtato con lui, e Larry l'aveva palesemente
corrisposta. Un residente di Tangeri li aveva
invitati tutti a cena e, mentre gli uomini si trattenevano
nella sala da pranzo, Madeleine era
stata molto sgarbata con la piccola intrusa. Un
paio di giorni dopo, con Alex, era tornata sull'argomento
come per scusarsi. Era deplorevole
da parte sua, le aveva assicurato, prendersela
per le frivolezze virili del marito. Non aveva mai
dubitato un attimo che Larry amava lei, e nessun'altra
donna. Ricambiava le altre per pura
finzione, per gioco. Madeleine alluse di nuovo
al suo tedio mortale; al suo bisogno di novit
per passare il tempo in qualche modo, ogni
giorno della sua vita, ogni ora; e le altre debolezze
erano una diretta conseguenza. Una scappatella,
cos come il mangiare e il bere, gli dava
qualcosa a cui pensare.
Invece per lei il matrimonio era infinitamente
semplice, diceva; non sentiva mai il bisogno
dell'attenzione di altri uomini. Questo suo tratto
le pareva cos definitivo ed evidente da annoiare
gli uomini, che la lasciavano in pace.
Alex aveva notato parecchi uomini, pi che accettabili,
che non la lasciavano in pace affatto;
tutti folgorati. Eppure in ci che Mrs Cullen diceva
di s non sembrava esserci traccia di affettazione
o di insincerit. Le donne che sono state
viziate dai molti, tormentate da uno solo,
hanno spesso un'aria di innocenza.
Alex li aveva frequentati molto l'anno seguente
a Londra, dove erano impegnati in uno
sport davvero singolare: l'attivit clandestina
con i ribelli irlandesi. Cullen era irlandese al
cento per cento e da antica data; un suo fratello
era stato amico di Casement. Madeleine invece
non era cattolica; aveva sangue dell'Ulster e
sangue inglese; e da bambina era vissuta in Canada.
Tuttavia la ribelle era lei, o recitava con
ardore quella parte; Larry le andava dietro.
Alex lo aveva sentito parlare con rabbia degli inglesi,
con disgusto di De Valera. Ma egli amava
aderire all'opinione altrui, quale che fosse, e
infiorare all'estremo il suo modo di ripeterla:
come si poteva capire cosa pensava? Forse era
difficile anche per lui.
Per tutto quell'inverno gli capitarono in casa
quasi ogni sera i pi strani patrioti. A prima vista
sembrava un salotto letterario. Il caporione
era il poeta McVoy: un giovanotto di grande
conversazione, con una faccia mezzo rapace e
mezzo ieratica. Alex vi incontr anche un uomo
che aveva messo qualche bomba, un altro a cui
una pallottola aveva portato via un pezzo di
guancia, e crudeli donne in lutto, e un prete
stravagante. Le loro opinioni politiche erano
tutte tinte di piet e finanche di puritanesimo.
Si sarebbero vergognati di mangiare o di bere o
di stare comunque in allegria, con tutto quello
che c'era da fare per l'Eire. Cullen cedette all'austerit
generale. E poi, aveva detto a Alex,
quell'inverno non potevano permettersi di vivere
bene, per via dei loro contributi alla causa.
Alex non lo aveva mai visto in forma migliore,
magro, ringiovanito, e, se non proprio allegro,
amabile. La ribellione evidentemente serviva da
dieta e esercizio eccellente. C'era anche un'ansia
amorosa: Larry pensava che McVoy fosse innamorato
di Madeleine. In verit lo pensava anche
Alex. Ma dal poeta Madeleine sembrava desiderare
soltanto che continuasse a darsi tutte
quelle arie politiche col suo affascinante piglio
cospiratorio, per svago di Larry. Sommosse e sabotaggi
e forse anche assassinii politici - la caccia
con la lancia, per cos dire, al perfido inglese
e al bastardo unionista -, con il povero Larry
nel mezzo, perch gli faceva bene... D'improvviso
tutto questo cess, Alex non aveva mai saputo
perch. I Cullen subaffittarono casa e passarono
l'estate a Vienna e a Budapest. Era l'estate
in cui lei aveva comprato il suo primo falco, il
terzuolo morto di malattia.
Alex mi diede questi ragguagli mentre attraversavamo
con tutta calma il parco dell'ex ministro.
Adesso eravamo vicini al nostro cancello,
sotto i grandi faggi. Alex temeva che i Cullen si
perdessero: ma eccoli nella luce fratta, nell'ombra
pallida, eccoli venire a passo svelto, immersi
in una vivace discussione, che interruppero appena
ci videro.  un tesoro, il tuo vecchio politico
disse Mrs Cullen. Ci ha parlato, e poi, indovina?
Ha fatto delle imitazioni di uccelli, per
Lucy. S, le ha fischiato.
Evidentemente a Cullen i politici francesi piacevano
pi degli irlandesi. Una delizia! Ha fatto
l'usignolo e l'allodola e un altro uccello che
non conosco. Ci ha detto il nome, ma in francese.
Bravissimo.
Vero, Larry, che era vispo e molto gentile?
Forse pensava che se fischiava abbastanza a lungo
Lucy gli avrebbe risposto. Buffo, no?.
A me sembr commovente oltre che buffo:
quel vecchio aveva fischiato cos ai suoi compatrioti
per mezzo secolo, e di regola la maggioranza
aveva risposto; ma, ahim, senza grande
vantaggio per la Francia.
Mrs Cullen era pronta a dar da mangiare a
Lucy. Ma il suo chauffeur e Jean, che erano andati
alla colombaia del vicino, non erano ancora
tornati. Quella sciocca di va era convinta
che fossero finiti in un fosso, o stessero litigando,
o si fossero smarriti. Cos ci mettemmo di
nuovo a sedere; e io, come un cretino, domandai
cosa pensavano della politica francese e inglese
e tedesca. Cullen era senza fiato, ma tir
su mirabilmente col naso e si raschi la gola,
preparandosi a emettere un'opinione. Per favore,
Larry, niente politica lo preg sua moglie,
sorridendomi per attenuare la scortesia.
Stava coccolando Lucy; la fissava occhi negli
occhi, scuoteva lentamente la testa; e il becco
malvagio si muoveva in esatta corrispondenza
con la punta del suo naso, come ipnotizzato.
Lucy ha fame annunci solennemente.
Le tocchi il petto. Mi prese la mano e la mise
sul fioccoso piumaggio; e c'era un ronzio, un
irrigidimento, come una piccola corrente elettrica.
Gli occhi erano umidi e collerici; e appena
la padrona distoglieva i suoi Lucy li abbassava
sul guanto, come aspettandosi che una sagoma
pennuta in agonia scaturisse dal cuoio.
Le tocchi i piedi aggiunse Mrs Cullen; e lo
feci, mentre lei spiegava che gli uccelli hanno
sempre una temperatura pi alta degli altri animali.
Calore febbrile; eppure quei piedi erano
secchi e lisci come serpenti. Percepivo, dentro,
le cose che volevano fare, le cose che volevano
avere; il tutto enfio e pulsante come a scandire
quei minuti uggiosi. Il mio piacere nel toccarli
era in parte disagio; e mi riport alla mente il
pensiero che avevo accantonato un'ora prima:
che la fame di quel falco somigliava all'appetito
amoroso. Lo chiamo pensiero - ed  pensiero
adesso, che lo ricordo e cerco di raccontarlo -,
ma allora era solo una vaga balenante fantasticheria.
Veniva tutta insieme come una lunga
frase composita: vecchio scapolo uccello famelico,
uomo-uccello famelico-attempato, e come odio
il desiderio, come ho bisogno del piacere,
come adoro l'amore, come dev'essere difficile
la mezza et!
Allora, lamentai fra me, se hai poco giudizio
ti innamori di chi non pu assolutamente amarti.
Se le storie d'amore passate ti hanno fatto del
male, non sarai pi capace di ghermire e trattenere
l'amore; la tua presa sar sghemba. Oppure
la piet o il vittimismo ti avranno spuntato le
unghie, che non lasceranno segno. E cos te ne
torni sul tuo posatoio, vergognoso e frustrato.
La vita  quasi tutta posatoio. Non c' nido; e
nessuno  con te, esattamente sulla stessa roccia
o sullo stesso ramo. Le circostanze della passione
sono troppo meschine per poterle condividere.
Cos te ne stai l appollaiato, e cerchi di rimanere
fermo, e sonnecchi, e sogni a scanso di
guai.  il genere di cose che bisogna tacere per
riguardo agli altri, per buona educazione: la
zampa che prude, la lingua sporca, l'occhio offuscato,
e nell'insieme una fisiologia vuota e flatulenta;
e il tuo grido di desiderio, aik, aik, ahi,
ahi, ti risuona nelle orecchie. Nessun altro lo
sente; e tu stesso te ne stanchi al punto che non
vedi l'ora di diventare vecchio...
Cos in un attimo immaginai stupidamente
me stesso che invecchiavo; e frattanto Mrs Cullen
non aveva smesso di parlare, con quella sua
vivacit risoluta ma un po' tetra. Da quando
l'abbiamo presa, diceva Lucy non ha mai
mangiato un boccone se non dalla mia mano, e
io ho portato sempre lo stesso guanto. Pensate
cosa deve significare per lei!.
Era un oggetto impressionante e sgradevole,
quel guanto, indurito e scolorato da cento festini
sanguinosi. Assomigliava a quel che si vede
nelle teche dei musei di antropologia; feticci di
religioni terribili, strumenti sacrificali, armamentari
di stregoni. E le zampe dalle unghie a
mezzaluna lo premevano con tanta foga che ti
chiedevi come il polso, dentro, lo sopportasse.
Sa, in realt non  affezionata a me personalmente
disse Mrs Cullen. Se il guanto lo
dessi a lei, Lucy sarebbe sua invece che mia.
Credo che sia tutto qui.  quello che chiamano
behaviorismo, no? Vuole provare? Provi a prenderla
un momento.
Si gir tenendola una spanna sotto la spalliera
della sedia, e dopo un momento di esitazione
Lucy ci salt sopra. La mano di Mrs Cullen era
grande e la mia no; sicch riuscii a infilarla nel
guanto senza troppo sforzo. Mi sorprese vedere
che su quella mano portava un altro grosso diamante;
sotto la pressione del guanto le aveva
fatto un piccolo livido sul dito... Poi alzai il polso
una spanna sopra la spalliera; e Lucy, con la
sua fede nel cuoio macchiato di cibo sommata
alla fede nel posatoio pi alto possibile, salt di
nuovo.
 quello che chiamano complesso di inferiorit,
no? disse con boria Cullen, non volendo
esser da meno della moglie, che aveva usato
quell'altro parolone. Madeleine non capisce
niente di psicologia.
Va bene, Larry. Ti dico che ha fame rispose
la moglie. E dal tono di voce si sarebbe detta lei
l'affamata.
Feci un profondo respiro, con cui colsi l'odore
del falco, leggermente sanguigno, leggermente
pungente. L'avevo gi avvertito, ma senza
distinguerlo dal profumo francese di Mrs
Cullen. Il corpo, ben bilanciato sui piedi ardenti,
pesava meno di quanto immaginassi. Al minimo
movimento gli artigli punzecchiavano il
cuoio e vi si impigliavano leggermente - come
le unghie delle donne ben curate su certi tessuti
-, anche se Lucy li teneva evidentemente pi
laschi e innocui che poteva. Era la presa nel suo
complesso a parere la morsa di due stretti braccialetti
di ferro riscaldati.
Alex si congratul per come Lucy appariva
tranquilla in mani mie; sarei stato un buon falconiere.
Questo mi ricord mio padre e il suo
magico potere sugli animali, che da ragazzo mi
riempiva di invidia e ostilit. Sapeva mettere in
ginocchio un puledro imbizzarrito, castrare un
giovane verro, cloroformizzare un gufo disperato
preso in trappola; e i loro poveri muscoli si rilasciavano
e si arrendevano, gli occhi mansueti
guardavano fissi nei suoi, aprendo e chiudendo
le palpebre. I suoi occhi, o forse erano le mani,
sembravano capaci di promettere loro qualcosa.
Met della mia vita, mi dissi,  consistita nello
scoprire che il mio carattere non  in antitesi
o in contraddizione con il suo; ed ecco ora una
nuova affinit. Forse anch'io, all'occorrenza,
avrei saputo affrontare un cavallo, un porco, un
uccello condannato; forse anche un figlio selvatico
e astioso, svogliato di vivere... chiss? Era un
pensiero gratificante ma non del tutto felice: vasta
vaga potenzialit di cose che comunque non
desideravo fare.
Sono un po' presbite; e adesso Lucy era cos
vicina che non riuscivo a vederla nitidamente; e
ho sempre avuto il terrore di diventare cieco.
Un frullo, un affondo, e in un attimo poteva
fendermi una palpebra o spaccarmi un globo
oculare. Sul guanto passato di mano non si agitava
molto, ma la vaga dilatata oscurit dell'occhio,
il cerchio nudo circostante, le palpebre interne
che si aprivano e chiudevano di colpo come
bolle, mi sembravano peggio dell'irrequietezza.
Mi vergognavo di dire alla sua padrona
che avevo paura. Certo le probabilit che davvero
mi ferisse erano trascurabili, e lo sguardo un
po' sdegnoso di Mrs Cullen su di noi era rassicurante.
Tuttavia mi pareva di avere un grande
pensiero di morte concentrato e incarnato e posato
su di me. Cosa mi aveva preso, mi chiesi,
per pensare a questa Lucy - bruto assetato di
sangue con la faccia a scalpello, piedi simili a
due file di sozzi bisturi - come a un simbolo d'amore?
Forse quelle due cose, morte immaginaria
e desiderio disperato, sono sempre contigue
nella nostra mente, scioccamente intercambiabili.
Mrs Cullen frattanto, il polso spoglio, sembrava
la donna pi irrequieta del mondo. Continuava
a incrociare e disincrociare i piedi, perfetti
sui loro trampoli, a spostarsi di qua e di l
sulla soffice poltrona, a intrecciare e sciogliere
le dita ingioiellate. Ecco un'altra possibile spiegazione
del suo attaccamento a Lucy: la falconeria
la faceva star ferma. Forse era anche un
poco gelosa della mia felice supplenza. La vera
ragione per cui lei piace tanto a Lucy mormor
 che si avvicina l'ora del pasto. Vagheggia
che abbia in serbo una bistecchina o un
mezzo piccione. Lei le sembra promettente. Ma
dov' finito il vostro cuoco? Spero proprio che
lui e Ricketts non siano andati a ubriacarsi.
Si alz e and vacillando alla grande finestra.
Torn e si ferm accanto a noi e stuzzic Lucy
come aveva fatto Cullen, ma con tutt'altro spirito.
Lo zaffiro stellato ruot appena sul dito tentatore,
e Lucy lo osserv con interesse. Sembrava
un occhio estratto dall'orbita, pensai.
Oh, Alex, disse Mrs Cullen tu sei cos intelligente.
Ho paura che mi consideri una gran
sentimentale, e in realt non lo sono. Io non voglio
che un falcone si affezioni a me personalmente.
Quando gli animali fanno cos  tremendo:
riconoscono la tua voce, amano il tuo
odore, vogliono essere toccati. Tutte quelle cose
l le odio.  una tale parodia di noi,  peggio di
come siamo noi. Un uccello come Lucy  cos
semplice e schietto. Tu le fai una promessa e lei
si aspetta che tu la mantenga, tutto qui. Sa quello
che vuole e chi glielo d, punto e basta.
Cullen sbuff e ci assicur che sua moglie
non pensava una parola di questo cinico discorso.
Ma era d'accordo su una cosa: Gli uccelli
sono disgustosamente egoisti. Per questo non mi
ci posso affezionare. Guardate, preferirei avere
un cane.
Hai sentito, Lucy? Preferirebbe un cane!.
Mrs Cullen lo disse con provocatoria affettazione,
forse trastullandosi con l'idea che lui potesse
odiarla per questo.
Poi si volse vivamente a me: Ora la riprendo,
Mr Tower, se non le spiace. Credo che stia per
gettarsi.
Di nuovo il guanto cambi mano. Di nuovo
Lucy consider, sul cuoio ruvido, la macchia
del pasto di ieri e la speranza di quello di oggi e
di domani, e balz svelta. La padrona la coccol
sollecita per evitare che battesse le ali, ma Lucy
si gett lo stesso.
Dopo di che Mrs Cullen fece un sospiro pi
profondo di prima, non perch la lotta fosse
stata pi dura, ma perch - immaginai - le sue
stesse parole, leggere ma piene di significati, l'avevano,
alla fine, ferita. E ora aggiunse che nonostante
la loro semplicit, dei falchi non ci si
poteva mai fidare veramente. Oh, dovr stare
bene attenta a non lanciare Lucy su prede che
non pu uccidere. Il minimo fallimento la dispera.
Il mio ungherese dice che se manca la
preda due volte devo smettere, e tenerla incappucciata;
altrimenti  rischioso. Se mancasse
una terza volta potrebbe lasciarmi, volar via e
non tornare pi. Sono tutti uguali: il falcone
con cui hai cacciato per anni, e il falco da nido
che hai accudito ogni giorno della sua vita....
Begli ingrati la motteggi Cullen.
No, Larry. Lucy rinuncia alla libert e resta
con me perch fa una vita migliore. Mangia di
pi e si diverte di pi. Se non funziona, che senso
ha? Se come falconiera non sono abbastanza
brava....
Cullen fece un risolino. Io no. Perch  cos
che uno perde la fede religiosa, nel senso del
fallimento di Dio; e cos finisce il vero amore:
quando si manca la terza volta. Tanto gi sapevo
della vita: io avevo mancato due volte. Diedi
un'occhiata ad Alex, chiedendomi se la piega
misteriosa che stavano prendendo queste chiacchiere
da salotto turbassero anche lei. Ma sul viso
aveva quella sua graziosa passivit beneducata;
e non riuscivo a indovinare. La luce negli occhi
della irlandese era straordinaria, concentrata
come cristallo sul grande e debole marito,
poi per un attimo su di me con qualcosa di simile
a un affetto imbarazzante. Lei e io ci capivamo.
Mi sembrava una donna molto passionale, ma
la sua era una sorta di passione plurima, tutta
confusa e intrecciata: una mescolanza di lavoro
e gioco e senso della bellezza, di materno e coniugale
e misantropico. Forse questa  una peculiarit
delle donne senza figli. Il carattere
femminile ha una quantit di tratti secondari e
talenti minori; il logorio della maternit pu indebolirli
o soffocarli. Se fioriscono tutti  l'anarchia.
Tower, disse lei sarebbe un buon falconiere.
Perch non ci prova, in America? Anche tu,
Alex. Ognuno dovrebbe avere un hobby, un
animale. E tutti gli altri animali sono cos deprimenti!
Uh, come disprezzo i cani! esclam poi
con un tono di sordo disgusto. Sapete cosa mi
sembrano? Non sta bene dirlo, ma tant'. Prostitute;
qualunque cosa per chiunque, e via. E
sono di ogni forma e dimensione, a furia di
adattarsi da secoli a tutto e a tutti, senza ombra
di integrit. E gli uomini li amano proprio per
questo; si sentono lusingati.
I falconi non sono mai cambiati. Quaranta
secoli di falconeria, pensate, e sono ancora selvatici;
ogni penna com'era allora, e uguali dovunque.
In natura non c' niente di simile, vi dico.
I gatti hanno pi carattere dei cani, se solo
non fossero sempre in calore, accidenti a loro!
Tutti quei micini da affogare ogni pochi mesi,
non  orribile?.
La mia educata Alex non riusc a mascherare
una smorfietta scandalizzata. Trasalii anch'io,
perch poco prima avevo pensato stupidamente
a Mrs Cullen come a una donna senza figli. E
quei suoi selvatici figlioli irlandesi, che s'arrangiavano
da soli a Cullen Hall e le sciupavano i
cavalli favoriti andando a caccia con Lord Bild?
Dissi una specie di preghiera per loro. Sperai,
cio, che fossero selvatici davvero. Cullen ne
aveva parlato come di due uomini praticamente
maturi; ma forse non era abbastanza maturo
lui, per giudicare. Sperai che non amassero molto
la madre. Se erano appena appena sensibili o
schivi faceva proprio bene, lei, a stare lontana
dall'Irlanda.
A questo punto la selvatica Lucy apr le ali e
moll una cacchetta sul pavimento. Briosamente
Mrs Cullen si scus, e a un tempo, con orgoglio,
richiam la nostra attenzione sul biancore
della medesima. Era segno che Lucy godeva di
florida salute. Gli escrementi di un falcone sano
sono il pi pulito dei rifiuti naturali, ed era impensabile
che Alex e io ne provassimo disgusto.
Intanto Cullen, disgustato, agit la sua mole sull'ampia
e soffice poltrona; la faccia gli divenne
pi rossa; gli occhi chiari pi sgranati. Ma si
sgranavano guardando noi, non la cacchetta.
Forse temeva, o forse sperava, che esprimessimo
in qualche modo disapprovazione o schifo.
Alex chiam va, e quella semplice creatura naturalmente
non si mostr affatto contrariata; divertita,
semmai. And a prendere un panno,
della cera, si inginocchi con grazia, e restaur
a perfezione il parquet.
In quella entr d'impeto Jean, sudato e compiaciuto.
Vedendo la sua cara belt l in ginocchio
emise un suono giulivo, e nel passarle accanto
le diede una pacca che la fece arrossire.
Sulla via del ritorno la Daimler aveva bucato.
Ma la cena non avrebbe subito gravi ritardi:
mentre Ricketts cambiava la gomma, lui si era
seduto sul ciglio della strada e aveva preparato i
piccioni col coltello a serramanico.
Mrs Cullen gli chiese quanto era grande il
piccione per Lucy, e Jean mand va a prenderlo:
una cosa arruffata in un cesto, con due occhi
caldi e infelici. La signora ordin di torcergli il
collo, tagliarlo in due e riportarne met, piume
e interiora comprese. Intanto preg me di spostare
la seggiola in un angolo scuro sotto la scala:
sebbene fosse il falco meno timoroso del
mondo, Lucy non si nutriva bene all'aperto o
con la luce negli occhi. Chiese poi dei panni
per proteggersi il vestito, e va port una vecchia
tovaglia; Alex aiut ad annodargliela sotto
il mento come un bavaglino, e a stendergliela
sul grembo. Lei sedette con le belle gambe divaricate,
non pi donna di mondo, semmai zingara
o sacerdotessa; o come si disponesse a un intervento
chirurgico o a un doloroso travaglio.
Jean torn col mezzo piccione. Due o tre gocce
di sangue caddero sul pavimento incerato, e
un pezzetto di ventriglio; e di nuovo va pul di
buon grado. Mrs Cullen prese il mezzo piccione
nella mano su cui posava Lucy, stringendolo tra
indice e pollice guantati, ai piedi del falco; e lo
fece dondolare per allettarlo. Lucy dapprima
fiss Alex e me con tanta arroganza che ci scostammo
di qualche passo dalla scala. Jean e va
speravano di restare a guardare, ma Alex ramment
loro che avevamo fame anche noi.
Dal tanto che avevo sentito e fantasticato sulla
fame falchesca mi aspettavo che Lucy si avventasse
sul cibo, come un lupo o un gatto; non fu
cos. Ci vollero due o tre minuti perch il suo
appetito si sviluppasse, si accumulasse. Allo stato
di natura  un fatto legato senza dubbio al
piacere della caccia, l'aria voluttuosa nelle ali, e
il volteggiare e assillare la preda; e non ci sarebbe
stato in Lucy lo spasmo dell'amore per il cibo
fino all'attimo in cui non lo avesse sentito
nel becco. Adesso occorreva tempo perch nella
sua mente angusta si svolgesse un equivalente
di tutto questo; tempo almeno per rimpiangerlo.
Il tedio di quel pasto domestico andava in
qualche modo superato; cos essa dubitava e deliberava
e immaginava.
Accidenti al tuo orgoglio, Lucy borbott
Mrs Cullen; e a noi mormor nel suo francese
da scolaretta, perch Lucy non capiva il francese"
L'apptit vient en mangeant. Al che mi sovvenni
che in generale, nel corso intero della vita,
gli appetiti che insorgono quando abbiamo
gi risolto di mangiare, quelli che non possiamo
comprendere finch non abbiamo mangiato,
sono poi i pi nobili: coniugali, estetici, religiosi...
Infine il petto piumoso di Lucy palpit; alcune
penne si rizzarono; le ali si sollevarono un
poco; gli artigli verdastri si serrarono sul guanto;
e tutto il corpo cominci a puntare in gi,
becco avanti, come la bacchetta di un rabdomante.
Si allarg un po' sul polso della padrona,
si chin dritto in mezzo ai piedi e ficc il
becco nel piccione dimezzato, tenuto stretto da
Mrs Cullen. Lucy puntell le zampe, tir e si
raddrizz con un boccone, che dopo un momento
trasfer in gola; poi, con un movimento
sinuoso, una scrollata, inghiott.
Fino all'ultimo, fino a che il piccione fu sparito,
Mrs Cullen dovette incitarla a concentrarsi
su quel che faceva. L'importante disse  indurla
a mangiare piume a sufficienza. Che digerisca
bene dipende molto da questo.
Nelle pause tra un boccone e l'altro Lucy alzava
la sua faccia assurda e sembrava pi spirituale
che sensuale; una faccia fanatica. Senza
istrionismi rabbiosi, senza sfoggi trionfali. Metodicamente,
lentamente, continu sino alla fine;
meditando su ogni piuma, ogni brandello di
carne, ogni sorso di sangue; sacramentale. Una
o due volte, perch non le piaceva il sapore di
un ciuffo piumoso, di un minuscolo tendine - o
perch le piaceva moltissimo -, scosse forte la
testa; e sul bavaglino di Mrs Cullen compariva
una macchia di sangue, una piuma planava
mollemente al suolo. A esser schifiltosi forse
non si sarebbe potuto guardare; n Alex n io
lo eravamo. Ma dopo il quarto o quinto boccone
Lucy ebbe un momento difficile, ritegno o
saziet immaginaria, e Mrs Cullen ci preg di allontanarci
ancora un poco; e fummo lieti di farlo.Ci sedemmo accanto a Cullen, davanti alla
vetrata.
Mi interessava osservare, o indovinare, come
la prendeva lui. Al primo accenno della moglie
al pasto di Lucy aveva messo il muso. Pu darsi
fosse solo per l'amoroso timore che nel servirlo
ella apparisse comica a me e ad Alex, o grossolana.
Guardava altrove, ma certo non per disgusto,
poich and con la mente al cibo suo. Di
cui ci parl con entusiasmo, e dovizia di particolari.
A Parigi, la settimana prima, qualcuno li
aveva spediti a mangiare una bistecca in fondo
all'avenue Jean Jaurs; e anno dopo anno telefonavano
sempre a un certo ristorantino di
poca fortuna, per ordinare un eccelso cassoulet
la cui preparazione richiedeva due giorni; e cos
via. Il che infine lo port al presente, al gran
piatto di piccioncini che stava preparando Jean.
A questo punto credo che Alex fosse l l per detestarlo.
Liquidato il mezzo piccione, Mrs Cullen decise
di lasciare Lucy all'aperto per un po'. La seguimmo
in giardino, dove individu la spalliera
di una panca rustica come posatoio idoneo. Ma
durante il pasto c'erano stati segni di nervosismo,
pi del solito: sembrava opportuno rimetterle
il cappuccio. Dal canto suo Mrs Cullen aveva
un leggero mal di testa, disse, a causa del caldo
pomeridiano, inconsueto per lei dopo la
Scozia, e si ritir in camera con Alex per prendere
un'aspirina e riposarsi un momento.
Proposi allora a Cullen di bere un cocktail. Si
alz con entusiasmo e sal con me in quella che
chiamavo la cantoria, ovvero il soppalco dove
l'arredatore di Alex aveva creduto bene di sistemare
un bar, come usava negli anni Venti: tutto
rame e cromature, con una bella gerarchia di
bicchieri e liquori di pregio in strane bottiglie.
Il mio irlandese non aveva mai visto niente di simile.
C'era un bottiglione di vodka anteguerra;
proposi un Alexander modificato, con la vodka
al posto del gin. Fraintendendo l'ultima sillaba
Cullen giudic molto simpatico, e cos americano,
che gli servissi un drink col nome della nostra
ospite. Cercai di chiarire l'equivoco, ma era
troppo contento per badarmi. Il cocktail poi gli
and a genio e si concentr su quello, senza
una parola.
Le signore non tornavano, cos riempii un altro
shaker; e lo shaker argenteo di Alex era capiente.
Fu improvvido, forse un po' perverso, e
in certo modo tipico da parte mia. Di regola
non mi piace stare con chi ha bevuto troppo.
Spesso mi provoca un accesso di misantropia:
una piet che sconfina nella ripugnanza, e un
umorismo maligno di cui talvolta l'altro si avvede.
Ma proprio perch sono conscio del carattere
zitellesco e anche iniquo di questo atteggiamento,
quando l'ospitalit della bottiglia spetta
a me, tendo a strafare.
Cullen in realt era stato un po' alticcio tutto
il pomeriggio, e non me n'ero reso conto. Ora
che si alterava vieppi vidi che gli accadeva la
stessa cosa. Erano arrivati a Chancellet verso le
due e mezzo; probabilmente aveva bevuto a
pranzo, se non a colazione. Questo spiegava l'aria
ansiosa e risentita della moglie, i suoi materni
rimbrotti per tenerlo in riga. Cullen doveva
aver miseramente sofferto nelle ultime ore,
mancando noi di offrirgli alcunch: sbadataggine
da parte mia, forse prudenza o antipatia da
parte di Alex; che lo conosceva meglio e verosimilmente
se n'era accorta.
I forti bevitori diurni che non danno nell'occhio
sono quelli che forse se la passano peggio;
certo per il prossimo sono pi fastidiosi di quanto
immaginano. Il prossimo - gente morigerata
come me -  sovente pi ingiusto verso costoro
che non verso i loro confratelli barcollanti,
chiassosi e festevoli. I primi, del resto, sono a
malapena consapevoli della loro minorazione e
mancanza di fascino. O forse lo sanno, ma pensano
che gli altri non se ne avvedano; e invece
s, e ovviamente dirglielo  scortese. Si sforzano,
spesso eroicamente; e questo sforzo va rispettato
e applaudito, ci piaccia o no.
Ma l'ingiustizia pi grave  quando li conosci
a stento, e li giudichi senza tener conto del loro
vizio, come nel caso mio con Cullen quel pomeriggio.
A me era sembrato semplicemente mediocre;
vecchio per la sua et, fiacco per la sua
mole, ottuso, fatuo e stizzoso. Nessuno mi aveva
avvertito che non lo vedevo al suo meglio. Quello,per quanto ne sapevo, era il suo carattere,
l'indole del personaggio; prendere o lasciare. E
insomma avevo lasciato. Sicch adesso provavo
un leggero imbarazzo, e mio malgrado ero contrito.
Magari in altre occasioni, riflettei, il suo carattere
era eccellente, la mente vigorosa, il gran
fisico energico e pronto. Questo avrebbe spiegato
l'amore che gli portava la moglie. Supponiamo
di aver preso a voler bene a un uomo cos
quando  sobrio, o ad amarlo; e che ci stia in
uggia quando non lo ; e lui non capisce la differenza
o non pu farci nulla. La tentazione di
interferire, l'amorosa speranza di riforma,
dev'essere fortissima. Cominciai a considerare
con indulgenza l'egocentrico nervosismo e la
lingua tagliente di Mrs Cullen. Ma se quanto
avevo visto nel pomeriggio era il peggio, certo
ella drammatizzava. Un uomo puerile, noioso,
presuntuoso, inquieto come tanti! Eppure, da
questa sua banale instabilit lei temeva forse
che scaturisse da un momento all'altro qualcosa
di odioso, di pericoloso - come se sotto i piedi
sentisse il terreno muoversi un poco, il principiare
di una frana, e intravedesse nauseabondi
animaletti strisciare verso la superficie! L'amore
 di per s un'esagerazione, e facilmente conduce
ad altre.
A un tratto, dopo il primo bicchiere del secondo
giro, Cullen diede la stura a una lunga
querimonia sui vani strapazzi che lei gli imponeva
d'anno in anno: le sue crociere mediterranee,
i suoi falconi, i suoi repubblicani irlandesi.
Niente casa degna di questo nome, niente comodit;
niente di simile al bell'agio che Alex e
io avevamo l a Chancellet, quel delizioso bar
per esempio. Solo pazzoidi, tra uomini e uccelli,e invece di una cuoca decente due cameriere
tonte a pulire lordure di uccello; cibo d'albergo
tutto l'anno, mai un cosciotto di cinghiale marinato
nel brandy o qualche tordo col ribes.
Penso che questo sfogo dapprima imbarazzasse
lui quanto me. Spieg infatti che se io fossi
stato inglese non mi avrebbe parlato a quel modo;
e nemmeno se inglese fosse stato lui. Ma gli
irlandesi somigliano agli americani, al riguardo.
Da giovane aveva vissuto tre o quattro anni negli
Stati Uniti; perci si accorgeva della somiglianza.
Gli inglesi non parlano mai liberamente,
come noi adesso. Sono sornioni; la fanno da
padroni e basta, tutto deve andare a modo loro.
Britannia signora dei mari e via dicendo. Capisce,
Tower, mia moglie  inglese....
Queste distinzioni di nazionalit mi ricordarono
il loro inverno a Londra con i repubblicani
irlandesi. Cullen non solo detestava gli irlandesi
di quel tipo, ma diffidava dei loro princpi politici.
Macch repubblicani, storie. Sono degli
anarchici. Per me era uno strazio. Io sono uno
stupido, farei qualunque cosa per mia moglie,
mentre lei fa sempre e solo quel che pare a lei.
Continuava a invitare a casa quei patrioti. E mi
costava un bel po' di soldi, le dir. Mi toccava
finanziare una quantit di opuscoli, mantenere
due vedove, affittare le sale per le riunioni. Poi
dissero che avevano bisogno di armi e bombe.
Roba da pazzi. Comunque non credo che le abbiano
comprate, le bombe. Non accadde niente.
Del resto agli inglesi gli starebbe bene, se quelli
gli facessero saltare in aria qualcosa. Ma secondo
me gli amichetti di mia moglie intascarono i soldi
e basta; o presero delle bombette da poco che
non funzionavano. Non accadde niente.
Erano piccoli guitti da commedia, lament,
non gentlemen. E le loro donne sembravano
tutte ammattite a furia di amarli, piangevano in
corridoio, si accapigliavano; alcune spiritiste, altre
religiose, e tutte a parlare di Irlanda, Irlanda.
Donne d'un genere che un uomo di indole
sensuale non le guarderebbe due volte, se ha
una parvenza di dignit; senza niente di tenero
o dolce, sciatte. Ma devo dire che per un po' ci
ho provato gusto ammise a vedere come campa
la gente di quella risma, a ascoltare le sue
storie. Potevo sempre zittirli quando mi pareva,
o scaricarli del tutto, capir, tanto i soldi erano
miei.
La mia misantropia cominciava a farsi sentire;
tuttavia quel monologo mi divertiva, specialmente
le note volgari come quest'ultima.
Cullen era senza dubbio un ottimo aristocratico di
provincia, di quel rango modesto che solitamente
si mescola meno di ogni altro; ma nemmeno
dall'aristocrazia si pu pretendere che
dia sempre il meglio di s. Casomai essa sembra
secernere la grossolanit poco per volta, e tenerla
di scorta insieme alle schegge di mera natura
umana che le maniere aristocratiche sono
intese a nascondere. E ad ogni generazione o
due si purga, sotto specie di un figlio o una
figlia anomali, piccolo bottegaio perfetto o cortigiana
predestinata, nei quali le maniere mostrano
la corda.
Cullen rimugin per qualche minuto; e quando
riattacc fu nel vivo di un nuovo tema. Probabilmente
gli sembrava di avere espresso qualcosa
che invece era andato dicendo fra s, qualcosa riguardo
a sua moglie. Badi bene, Tower, io ho la
massima stima di mia moglie. E prosegu assicurandomi,
o avvertendomi, che avrebbe preso a
pugni chiunque ne dubitasse o le recasse la minima
offesa; gi l'aveva fatto una volta. Per lui era
come un cigno, pura come la neve, senza un
pensiero cattivo in vita sua. Solo,  egoista soggiunse.
Non pensa ad altro che ai suoi desideri
del momento.  viziata. Quando l'ho conosciuta
era la pi bella ragazza di Dublino. Splendido seno,
intanto. E le caviglie: ha visto le caviglie! La
famiglia non era mica ricca. L'ho presa senza un
soldo; e l'ho viziata.
L'aristocrazia non c'entrava affatto. Era colpa
mia; effetto della vodka e panna. L'alcol  il grande
livellatore. Una dose robusta, e il genuino
rampollo di principi si vanta come fosse spurio,
il multimilionario si sente povero, e Tristano ti
parla di Isotta come un ruffiano, mi dissi. La
mia acrimonia cominciava a stare al passo con
la follia del mio compagno.
L'ho viziata io continu. Per questo  tanto
irrequieta. Al diavolo, Tower, sono anni ormai
che mi fa girare come uno zingaro. Abbiamo
fatto di tutto. Alz una manona umidiccia
e lentigginosa e enumer sulle dita malferme le
cose che avevano fatto: pesca al salmone e fotografia
e caccia al cinghiale, e adesso falconeria.
Erano stati dappertutto, e si mise a elencare anche
i luoghi, in tono fra vanaglorioso e querulo:
Norvegia, America, Giava, Marocco, Africa -
per tacere dell'inverno in cui lei si era fissata
con la rivolta irlandese, la cosa pi costosa del
mondo.
Le ho messo in mano tutti i miei soldi disse
con orgoglio. Non  pi bella come una volta;
ma la mando a Londra a comprarsi tutti i vestiti,
o a Parigi; e ha due cameriere. Prima di sposarla
avevo un cameriere che badava a me; ci ho rinunciato.
Ora c' questo autista, Ricketts, ci occorre
perch siamo sempre in viaggio. Devo tener
d'occhio anche lui, gli piacciono le belle
donne. Per dire, un giorno in Scozia eravamo a
caccia con quegli americani, mi sembr che facesse
l'insolente con mia moglie, e l'avrei ucciso.
Lei disse che me l'ero immaginato io.
La quintessenza dell'alcolismo, riflettei futilmente.
E mentre lui, pover'uomo, enumerava i
suoi svaghi e i suoi viaggi, io stilavo il mio maligno
elenco dei difetti del beone e dei tranelli
del bere: indiscrezione, vanagloria, snobismo; e
un sentimentalismo tanto nervoso da potersi
mutare in un attimo nell'esatto contrario; e la
nota sessuale e la nota sadica, desiderio indesiderabile,
improbabile omicidio. Tutto naturalmente
un poco irreale e di fatto irrealizzabile...
A quale esagerazione mi ero lasciato andare!
Cullen non era in realt molto malmesso; ho
passato cento pomeriggi con uomini pi ubriachi.
Il fatto  che esageravo io, in quel momento,
punto per punto man mano che parlava; e
credo lui lo intuisse e mi tenesse bordone: fatalista
e commediante. La presenza da basso della
mia esigente Alex e della sua sovreccitata consorte
- che mi auguravo, e al tempo stesso temevo,
salissero presto a raggiungerci - rendeva
i suoi sproloqui pi elettrizzanti che non in circostanze
normali. Ero stato troppo felice tutto il
pomeriggio, pensando frattanto all'infelicit;
che  una combinazione inebriante. A volte sono
sensibile come una donna all'umore o al
temperamento degli altri; ed  una sensibilit
che pu volgersi, quasi a casaccio, pr o contro
di loro. Forse al termine del nostro tte--tte
non ero molto pi sobrio del mio compagno.
Cominciavo a chiedermi se alla fin fine non
mi avrebbe raccontato la piccola vicenda d'ansia
o gelosia di quell'inverno a Londra, cui Alex
aveva accennato nel parco. E puntualmente lo
fece.
Quell'inverno a Londra, disse uno dei
nostri patrioti ebbe l'impertinenza di innamorarsi
di mia moglie. Un tanghero di giovanotto,
si chiamava McVoy. Poeta. Molto seccante, divent
la cosa. Decisi di metterli alla porta tutti
quanti. Ma pi mi tormentavo, pi era facile
per mia moglie rigirarmi e fare a modo suo.
Non volevo essere ingiusto con lei; e se facevo
una scenata prima di sapere cosa c'era sotto forse
non l'avrei mai saputo. Terribile, il potere
che ha una donna su un uomo della mia natura.
Sa cosa intendo, vero?.
Raccontava abbastanza tranquillamente, solo
un po' ansante. Allung la mano sullo shaker; e
dopo essersi servito se lo tenne stretto. Un paio
di volte scivol gi dall'alto sgabello e cammin
avanti e indietro con lo shaker in pugno invece
del bicchiere, gesticolando; e poi tornava a bere
e a riempire. In quel secondo giro io non mi
ero versato nulla; lo shaker era quasi vuoto. Il
bianco degli occhi gli diventava vieppi torbido,
pi duro il colore delle pupille nocciola, in
cui si spegnevano umorismo e consapevolezza.
Le dita gonfie ma forti, serrate sul recipiente
d'argento, scioglievano a chiazze la brina. Pensai
di strapparglielo, di vuotarlo di soppiatto nel
piccolo lavello cromato; di fingermi magari anch'io
ubriaco, e di condurlo, con buon garbo o
meno, gi di sotto con me... Non feci nulla, s'intende.
Guardavo e ascoltavo; annuivo. Pulii pi
del bisogno il piano di rame del bar, come un
barista. Nel tedio professionale anche i baristi
provano probabilmente una certa curiosit ignominiosa.
Un bel giorno si dovette farla finita con questo
McVoy. Anzi, una notte. La polizia aveva travisato
qualcosa sul suo conto, e lo aspettava al
suo alloggio; sicch dovemmo ospitarlo noi. Io
non chiusi occhio. Continuavo a sentirlo aggirarsi
furtivo nel buio, in cerca di mia moglie,
pensavo. Tutta immaginazione; ne ho troppa
comunque, di immaginazione. Mia moglie e io
dormivamo nella stessa camera, come sempre; e
lui non avrebbe avuto il coraggio di entrarci.
Poi feci un sogno disgustoso. Mi svegliai in
piedi accanto al letto di mia moglie. C'era la luna,
e vidi che dormiva. Io per non riuscivo a
dormire. Cos verso le tre mi alzai e presi un
coltello dalla dispensa. Pensavo di affrontare
McVoy con quello. Ma mia moglie si svegli e
mi venne dietro, nel corridoio. Naturalmente
quando vide il coltello ebbe uno spavento terribile.
Il buffo  che anche lei spavent me: l, sul
pianerottolo, tutta bianca nella camicia da notte.
Si fece dare il coltello e tornammo in camera.
Miracolo che non svegliammo McVoy, sarebbe
successo un putiferio. Ma quello se la dormiva,
o forse stava in ascolto e si era nascosto sotto
il letto per la paura.
A quel punto credo che mia moglie cap il
mio stato d'animo, e si dispiacque per me. Pianse,
e piangere non  da lei. In un certo senso anche
a me dispiaceva per lei. Pensi un po',
Tower! Un giovinastro simile venire in casa nostra,
a nitrire come un puledro intorno a una rispettabile
donna sposata. Doveva prendersela
solo con se stesso se lo accoltellavo. Mrs Cullen
poi li mand tutti a spasso, creda pure. Tutti
quei ribelli.
Prese lo shaker e lo scroll speranzoso. Ormai
rimandava solo il tintinnio del ghiaccio nella
panna acquosa, al quale mi mostrai sordo:
ospite alfine scadente, ma troppo tardi. I miei
sentimenti erano in realt un guazzabuglio.
Provavo una certa compassione; tutto il mondo
ama gli innamorati, e io in special modo. Avevo
anche voglia di ridergli in faccia e canzonarlo,
voglia di dirgli la miseranda verit sul suo conto,
e pi per punirlo che per il suo bene. Ci sono
circostanze in cui la verit non giova; e questa
era di quelle, eccome. Cominciai a sentire
nella mia cattiveria un misto di tristezza; una
punta di solidariet, mio malgrado.
L'ubriachezza sovrappone una certa peculiarit
e opacit d'aspetto - colorito smorto, odore
strano, tono di voce, spasmi nervosi - a quel che
resta dell'umanit di un uomo; sopra la personalit
che hai conosciuto sobria. Ma peggio ancora
 la trasparenza, la rivelazione, come improvvise
finestrelle nude o forellini aperti nei
comuni recessi del carattere. E una lezione d'anatomia:
ecco i dtti e i seni e le vesciche dell'anima,
comuni a ogni anima venuta al mondo! I
vezzi dell'ubriaco non sono che tratti umani
elementari. La normale condizione mentale
non  mai lontanissima dalle ciance di quell'irlandese
malsano. Sentivo il nauseante fastidio
di essere io stesso mera argilla umana. Mi sembra
che solo l'arte abbia il diritto di darti questa
sensazione; detesto chiunque me la dia in un salotto,
per cos dire.
Dio, Tower, che tragedia sospir il mio uomo.
Ce n' sempre una. Adesso devo tener
d'occhio quell'animale di Ricketts. E intanto
fissava me, gli occhi scintillanti, roteanti; a tratti
nel modo elementare di Otello, a tratti con la
fantasia e l'astrazione di un eunuco.
Sa, Tower,  molto interessante. Mia moglie
e io siamo la coppia ideale, per intenderci.
Amore vero. Lei gli altri non li guarda neanche.
Io come uomo sono pi in forma che mai, nonostante
l'et;  di famiglia; e le donne le capisco
bene. Ah, non sono tutte rose; mai state tutte
rose. A volte ho dovuto subirne tante che ho
pensato di lasciarla. Avrei potuto almeno far
finta, di lasciarla, perch imparasse a trattarmi
meglio. E per riprenderla sarebbe bastato un
cenno. Sarebbe tornata; l'avrebbe piegato, quel
collo superbo, glielo dico io; in ginocchio, sarebbe
tornata. Ma non la umilierei mai, Tower;
non l'ho mai umiliata. Per me  ancora la fiera
ignorante ragazza che ho sposato; la pi bella di
tutta Dublino.
L'angheria peggiore, sa,  questo falco. Ci
sono cose che solo uno zotico pu sopportare
con calma, e un falco  una di quelle. La cosa
assurda  che i falchi non imparano mai a controllarsi.
Fanno i loro bisogni quando gli viene.
Be', l'ha visto coi suoi occhi; ho molto apprezzato
il suo comportamento. Capita anche in albergo,
le cameriere puliscono, e non so dirle
quanto mi vergogno. Non riesco a guardare in
faccia il portiere, per paura che mi prenda in giro.
Deve dirgli Madeleine quello che ci occorre;
io sto alla larga... Le donne, curioso, no?, non
hanno la stessa vergogna naturale che hanno gli
uomini, per certe cose. Diciamolo:  per questo
che la Chiesa deve tenerle al loro posto, son fatte
cos, non c' rimedio. Del resto se fossero pi
schizzinose noi uomini ce la passeremmo male,
eh? Non vorrebbero saperne dei nostri baci. E
quindi...
Mia moglie  brava, a addestrare i falchi; lo
ammette anche quel suo vecchio ungherese balordo.
Ma su quella cosa non la spunta;  di natura,
nei falchi. E neanche me mi pu ammaestrare
pi di tanto. Bisogna che si sbarazzi di
questo falco, e presto; non lo reggo. Vede, io la
amo, Tower; questo  il guaio. Mettiamo che la
voglia abbracciare, e lei ha quella bestia sul
braccio. Posso? No, Larry, no, tesoro, le rompi
una penna, una penna maestra! Ora per tutto il
viaggio fino in Ungheria mi toccher starmene
in un angolino per lasciare spazio a Lucy; e mi
vien male solo a pensarci.
Lo tiene in camera con noi, perch la stanza
da bagno non gli piace. Le fa pena. Io resto sveglio
tutta la notte, lo sento agitarsi sul trespolo,
e neppure per un istante riesco a togliermelo
dalla mente. Se sto per addormentarmi, mi viene
il terrore che mi aggredisca col suo beccaccio.
Non immagina quanto mi pesi. Me lo sogno.
A volte sogno che  un essere osceno; e mi
sveglio e allungo il braccio verso il letto di mia
moglie; ma lei dorme e non mi bada.  una cosa
veramente malsana. A volte penso che sia la
morte. Sa, avevo un vecchio zio che vedeva i fantasmi,
in una grande casa che avevamo a
Galway. Io ho ereditato quella sensibilit, e Lucy
me la riaccende. Le racconto un altro sogno.
Da bambino la mia vecchia balia mi insegn a
intrecciare i cesti di vimini; e l'altra notte ho sognato
che Lucy era un cesto. Le penne non andavano
bene, erano appiccicose, ma io la intrecciavo
e la davo a mia moglie. Ma adesso basta!
 ora di finirla con questa Lucy!.
Quello fu un bel momento, a mio modo di
vedere. La mia animosit verso quello stolido
marito svan d'improvviso.  una forma di svelamento
di s che mi diletta particolarmente:
per immagini sconnesse, e sogni, e nessi spontanei
fra brandelli di memoria che vanno e vengono.
Gi mentre parlava speravo di potermi
ricordare ogni parola.
L'alcol, infatti,  un dio, come decisero i Greci
quando fu introdotto dall'Oriente, seppure
un dio di vendetta. Il bevitore diventa l'ubriacone.
La colpa  di tutti. Anche l'uomo o la donna
pi sobri del mondo hanno contribuito una volta
o l'altra alla triste metamorfosi di un povero
bevitore a loro caro. Penso, per esempio, che
qualcuno abbia guardato Cullen in giovent
quando l'ubriachezza gli donava, amandolo o
ammirandolo in quello stato cos da fargli credere
che stesse l il segreto dell'amore e dell'ammirazione.
Ci sono uomini che padroneggiano
l'arte del bere, e immancabilmente il bere
accresce il loro fascino. Ne ho conosciuti uno
o due; erano uomini straordinari anche per altri
versi.
Ma perfino per l'uomo medio, anche nella
sbronza pi miserevole - fra l'ilarit dell'inizio
e la nausea finale -, c' un momento di grande
bellezza. E il segno dell'origine orientale dell'alcol
e la riprova della fede che vi riponevano i
Greci. I fumi sembrano a un tratto mischiarsi
con pi luce e aria del consueto, e la miscela 
quella giusta. Si dissipa ogni stupido impaccio;
e anche la voglia di litigare. Il tuo amico beve, e
tu no, o non tanto; sicch naturalmente c' fra
voi una sotterranea corrente di astio; d'improvviso
cessa, in pace. La sua mente ebbra se ne sta
quieta, per cos dire, come un oracolo su un tripode,
sotto l'influsso non solo dell'alcol, ma
dell'individuo, della sua vera natura, della sua
fatalit, della sua infanzia. Tutto ci che  stato
tenuto segreto, sepolto sotto la cenere, soffocato
e spregevole, comincia a venir fuori; e per
l'uomo medio  senza danno. Il sanguinario
sparger sangue, il pazzo dir sciocchezze; che
importa? Per molti di noi la cenere  un male,
la segretezza  sbagliata, il disprezzo degli altri e
il disprezzo di s sono spregevoli... e smuovere
la cenere  un bene. Per un momento, nella solenne
ubriacatura, la volgarit e la sregolatezza
cedono il passo all'intuito di un fanciullo o di
una vecchia...
Naturalmente non dura a lungo. Di solito,
quando  avvenuto, subentrano stordimento e
deficienze corporee. Trarne troppo diletto pu
indurre a tenersi stretta per tutta la vita la peggiore
compagna. Ma certo  una delle cose essenziali
della natura umana, e merita sperimentarla
e merita osservarla. Quel pomeriggio Cullen
non ci arriv del tutto, con vodka e panna
nello stupido bar de luxe di Alex, ma mi parve
che, quando fummo interrotti, ci fosse arrivato
vicino. Comunque non mi era veramente simpatico,
e non me ne import molto.
Fu Alex a interromperci; entr nello stanzone
sotto il soppalco e mi chiam. Voleva che andassi
in cucina da Jean e va, a incoraggiare e
sollecitare quella cena estemporanea. Le erano
giunti di l strani toni di voce; e temeva che se ci
andava lei Jean si sarebbe messo a concionare e
va a piangere.
Era una cucina ampia, inconfondibilmente
francese: i fornelli in una profonda nicchia rivestita
di cotto; muri scuriti e schieramento di rami;
la porta aperta e le finestre spalancate, piene
di piccoli paesaggi trafitti dal sole obliquo
pomeridiano. C'era insieme ai nostri due domestici
l'autista dei Cullen, e la scena, oltre che
pittoresca, mi sembr in qualche modo drammatica.
Jean era il cameriere classico, quello
che trovi pi o meno uguale in tutto il Mediterraneo:
da ragazzo certamente molto bello e sensuale;
ora quarantenne e un po' sgualcito, con
le guance nerastre appena cascanti, parecchi
denti in meno e la chierica; un uomo piegato
dal giogo ma ancora propenso a mostrare le
proprie emozioni, e ancora sensuale. Si era procacciato
va in Marocco; e lei certamente aveva
sangue moresco, sebbene si dicesse italiana.
Aveva la met dei suoi anni ed era molto graziosa,
anche se tendeva assai ad ingrassare; di quel
pallore che ora pare olivastro, ora argenteo.
Ricketts era un bell'esempio di cockney, occhi
vivi e naso affilato. Sedeva al tavolo in mezzo alla
stanza in atteggiamento da giovane maschio
viziato, con una bottiglia di vino semivuota e un
piatto di frittelle moresche di va.
La cena era in pieno rigoglio; lo capii dall'odore.
Insieme al quale respirai il soffio della prima
estate: un effluvio acerbo di zolle, un olezzo
di arbusti che sapeva di caramello. Nonostante
la porta aperta la stanza era caldissima; i piccioni
e la torta di fragole cuocevano a tutto spiano,
e il caldo liberava il sano, trasandato afrore dei
due uomini. va aveva uno di quei dozzinali
profumi nordafricani che si vendono solidi, simili
a gomme da cancellare, e se ne era messo
troppo; ahim, immaginai, a beneficio del giovane
inglese. E l'umore della stanza, il tono morale
o psicologico di quei tre insieme, era composito
come la fragranza dell'aria. va, in piedi,
contemplava Ricketts. I suoi grandi occhi erano
un po' arrossati; probabilmente aveva pianto; al
momento sorrideva vagamente. Ricketts tracannava
il vino rosso asprigno mezzo bicchiere alla
volta; e tra una sorsata e l'altra la guardava con
una vivacit che gli donava. Jean voltava loro la
schiena e fingeva di badare ai fornelli. Ma sbatteva
padelle e tegami, e lanciava occhiate di
sbieco, e dava alle mie domande su torta e formaggio
risposte pi oscure e burbanzose di quanto
mi garbasse.
Poi mi accadde di guardar fuori. Fui lieto di
scorgere, nel breve intervallo tra due arbusti, il
falco sognante ritto sulla panca rustica. E allora,
con meraviglia, vidi sulla sinistra Cullen che gli
si avvicinava sul prato. Molto lentamente, cercando
di non farsi notare con un visibile sforzo
etilico; in punta di piedi, quasi l'erba fosse una
superficie sonora e scivolosa come una pista da
ballo... Percepii subito un che di anomalo e
scandaloso. Ma non potevo correre fuori a vedere
cosa combinava senza creare a mia volta
un piccolo scandalo. Jean, va e Ricketts mi sarebbero
venuti dietro, o per lo meno avrebbero
guardato. Restai dov'ero, con fare distratto,
mormorando di camembert e di vino bianco in
ghiaccio.
Cullen spar un momento dietro uno dei due
arbusti vicini al posatoio di Lucy. Quando riapparve
stava accosciato, e avanzava adagio puntellandosi
con una mano, via via pi prossimo al
falco. Quel grottesco approccio furtivo indicava
intanto che non aveva un piano razionale, un
proposito serio. Lucy infatti era incappucciata
oltre che legata; non poteva vederlo. Lui continuava
a tendere strenuamente una mano; ma
da quella posizione quadrupede non l'avrebbe
mai raggiunta. La scena cominciava a parermi
comica, ma dalla finestra della camera c'era caso
che, come me, lo vedessero Alex e sua moglie:
un vero peccato...
Forse gli balen questo rischio. Si tir su, assunse
in certo modo un atteggiamento risoluto
e si curv sulla panca, dandomi la schiena. Forse
stava sciogliendo il nodo o i nodi del guinzaglio.
Evidentemente Lucy non era molto spaventata:
apr un poco le ali, come aspettandosi di essere
tolta di l. Ma Cullen arretr, e con mio sgomento
e raccapriccio infil una mano in tasca, ne
trasse un grosso temperino e lo apr. Sangue!,
pensai. E ora di finirla con questa Lucy!
Ma prima che corressi fuori a fermarlo, con
uno spintone lui la butt gi dalla panca, facendo
al tempo stesso un salto indietro; segno di
quanta paura ne aveva. Con uno svolazzo sdegnato
Lucy atterr sull'erba. Le aveva tagliato il
guinzaglio; non la gola. E l'aveva scappucciata.
Per un momento, sull'erba, Lucy gir tutt'intorno
un rapido sguardo perplesso. Poi, con una
brusca spinta delle zampe e due o tre colpi d'ala
sal alta nell'aria, sopra il prato e oltre lo stagno.
Una splendida visione. Frugava ancora con
gli occhi di qua e di l - per scoprire perch l'avevano
sciolta, quale preda ci fosse per lei -, e
sembrava scuotesse la testa, dicendo no, no.
La persi di vista quando pass dietro un albero;
e di nuovo quando usc dal campo visivo della
finestra. Poi scese, collo ali coda zampe protesi
- come una grossa scura stella cadente a sei
punte. Si libr in aria ancora un istante, e si pos
su un palo in fondo al giardino, dove va
stendeva al mattino la biancheria di Alex. Il gesto
di posarsi fu splendido: le ferree zampe
strinsero il sommo del palo come una vittima viva;
un angioletto che afferra uno spilungone
per i capelli. L rimase, chiedendosi ancora che
senso avesse mai - che senso, per il semplice
istinto assassino di un falco - quella liberazione.
Anche Cullen, naturalmente, l'aveva seguita
con gli occhi di l dallo stagno. Ora come un
ebete le faceva ciao, ciao con la mano. Poi si
volt e lemme lemme torn tra i cespugli. Jean,
va e Ricketts, nel loro straniamento coniugale
o adulterino, non avevano visto niente. Ne fui
lieto; e me ne venne anche un senso di puerile
ottimismo. Aspettai un poco, per dare tempo a
Cullen di sistemarsi nel soggiorno. Poi corsi via
dalla cucina, bussai alla camera di Alex e gridai
attraverso la porta; dissi solo a Mrs Cullen che
Lucy non era pi sul posatoio; poi andai in fretta
a vedere in che stato d'animo era Cullen. Se
ne stava in soggiorno, con una gamba sul bracciolo
della poltrona, sbuffando vigorosamente;
afflitto e insieme compiaciuto, mi sembr, e pi
sobrio dopo la sua impresa; e questa almeno era
una buona cosa.
Il falco  scappato, sulla panca non c'. Ho
chiamato sua moglie, e sta venendo a cercarlo.
Dev'essersi sciolto da solo dissi con enfasi, per
suggerirgli la linea da tenere.
E allora il cappuccio? domand con un vocino
esasperante. Gliel'ho tagliato io il guinzaglio,
porca miseria.
Al che non ricordo se gemetti o imprecai. Io
non volevo che confessasse; avrei dovuto parlargli
prima di chiamare sua moglie; adesso era
troppo tardi. Lei arriv di furia dalla camera da
letto; ed era come se la notizia l'avesse scomposta
in un istante. Strascicava i piedi, con le belle
scarpe mezzo slacciate. Il vestito perfetto le
ciondolava da una parte. Si infil il guanto macchiato
di sangue; e mentre attraversava la stanza
si ravvi con l'altra mano nervosamente i capelli,che da quel lato le ricadevano sulla guancia.
Tra uno strepito e l'altro rimaneva con la bocca
aperta. Dio, Dio, sono disperata! Devo riprenderla!
Non sopporto di perderla!.
Cullen al suo apparire si tir su dalla poltrona
e si mise come sull'attenti; ma goffamente, senza
nerbo. Lei doveva averlo visto; non gli bad.
Ebbi la sensazione che sapesse cos'era accaduto,
per mano di chi. Sembrava l'emblema della
vecchia sensitiva irlandese: campagnola, sciatta
e spaventata. E nonostante le sue proteste e i
movimenti frenetici, mi parve di vedere in lei
un'aria di esperienza e familiarit; familiarit
con lo spavento.
Oh, Mr Tower, pu prendermi l'altra met
di quel piccione? supplic. Il piccione che ho
fatto mangiare a Lucy. Spero tanto che non sia
andata lontano!.
Suo marito, alle nostre spalle, interloqu come
il solito, peggio del solito. Madeleine, Madeleine,
l'hanno cucinato di sicuro. E la cena,
sai, piccioni col ribes bianco.
Ora gli bad. Si gir di scatto e rispose inviperita:
Non l'hanno cucinato di certo. Per un
attimo pensai che lo schiaffeggiasse. Forse lo
pens anche lui. Arricci il naso e alz le mani
al cielo.
Mi avviai verso la cucina e lei mi segu, spiegando:
Non la prender mai senza un'esca.
Grazie al cielo era un piccione piccolo, avr ancora
fame. Mi dette sulla spalla una pacca forse
affettuosa che equivaleva a una spinta.
Poi corse di nuovo alla finestra, e l emise un
meraviglioso urletto. Doveva essere un verso da
falco, mi dissi; in realt mi fece pensare a una
valchiria, a una piccolissima valchiria. Nonostante
la mia simpatia per Lucy e la mia solidariet
per gli altri due, mi stavo divertendo.
Sulla porta della cucina mi imbattei in Alex,
che aveva il mezzo piccione in mano. Mrs Cullen
ci grid: Santo cielo, dove ho lasciato la
mia borsetta? C' dentro il guinzaglio di riserva.
Lucy deve aver rotto il suo.
Alex corse in cerca della borsetta, dando a
me il piccione, che mi cadde e sporc il pavimento.
Jean e va mi stavano accanto, ma erano
troppo eccitati per far pulizia. Poi Mrs Cullen
perse una scarpa e si accasci su una poltrona;
il marito si inginocchi e cerc di rimettergliela,
armeggiando sulla sua serica caviglia con
quelle dita lentigginose che avrebbero potuto
spezzarla in due come un ramoscello; finch lei
si spazient e fece volar via l'altra scarpa, sopra
la spalla di lui, e si incammin scalza.
Restate qui, tutti quanti ordin. Vi prego,
per favore, fatemi andare da sola. Sost un
momento sulla soglia, gli occhi fissi di l dallo
stagno sull'incurante Lucy. Port le dita guantate
alla bocca come quando si manda un bacio
con un soffio. Poi si gir d'impeto verso di noi,
domandando con voce strozzata: Dov' il suo
cappuccio, in nome di Dio? Che cattiveria! Chi
 stato? Uno di voi, che cattiveria!.
Fu la povera va a rispondere, con la sua sensibilit
primitiva, il suo primitivo presentimento
del biasimo: Oh, Madame, Madame, io e Jean
non ci siamo mossi dalla cucina, e si mise a
piangere.
Alex le disse di chetarsi, e lei, pi o meno, si
chet. Mentre osservavo la nostra irata uccellatrice
tenevo pur d'occhio questi altri osservatori,
cos assortiti e avvenenti, tutti in fila davanti
alla vetrata nell'ultimo sole infoschito. Mi parve
che Alex mi gettasse a sua volta uno sguardo incuriosito;
forse, testimone e un po' complice,
avevo una strana espressione. Certo detestava
quel caos: quell'oscuro confuso girarle per casa,
quella generale perdita di contegno, con i domestici
a occhi sgranati. D'altra parte la cattura
di un grande rapace fuggiasco era il genere di
problema che amava moltissimo. I suoi miti occhi
castani si accesero; respirava come una bambina
felice. Ricketts arriv in punta di piedi e si
ferm dietro di noi, temerariamente vicino a
va. Al che Jean le bisbigli una raffica di parole
in italiano, e Alex zitt anche lui. va si
asciug una lacrima con l'angolo di una salvietta,
che aveva su un altro angolo sangue di piccione.
Quanto a Cullen, la sua faccia era tutta
screziata di miste emozioni; sa il cielo quali fossero.
Mrs Cullen si allontan sul prato, lungo la riva
sinistra dello stagno; mi colp come questa
emergenza aveva mutato il suo aspetto e portamento.
Forse era soprattutto perch camminava
scalza. Quando era scesa dalla Daimler come
aveva delicatamente incespicato sui ciottoli, per
poi vagare malferma sul pavimento incerato, e
poi mollemente nel parco! Quelle sue scarpe
francesi o italiane con cinque dita di tacco non
la intralciavano soltanto, ma la abbellivano e la
mascheravano. Ora il seno sembrava pi basso
sul busto, e non dava impaccio alle braccia nervose.
I fianchi erano ampi e la schiena possente,
con quella curva dalle scapole alla nuca che si
vede nei nudi di Ingres. Camminava con le
gambe ben discoste, un passo felpato dopo l'altro,
ignara di inciampi come un gatto.
D'un tratto dovette ricordare che aveva con s
il guinzaglio di riserva, ma non un cappuccio.
Torn in fretta lungo lo stagno fino alla panca,
dove raccolse quello gettato da Cullen; poi ripart,
lungo la sponda destra, pi lenta e felina
via via che si appressava alla preda. Ci che segu
dur pochi istanti. Udimmo il grido del falconiere:
hai, hai, un suono desolato, che probabilmente
non  cambiato molto in tre o quattromila
anni di falconeria, perch si basa su un'acustica
eterna, gradevole alle immutate orecchie dei
falchi. Sentirlo mi diede una sensazione di grande
piacere. La testa di Lucy si gir rapida in risposta.
Speravo che gridasse di rimando aik, ma
non lo fece. Erano troppo lontane e non vedevamo
granch. Vedemmo il braccio di Mrs Cullen
che lanciava il pezzo di piccione al di l della siepe,
verso la base del palo; e dopo un attimo col
fiato sospeso, vedemmo Lucy calar gi a piombo,
come un gran fiore scuro appassito si stacca
dallo stelo. Subito l'uccellatrice si pieg in due,
segu quatta la siepe e, accosciata, vi sgattaiol
dietro. Poi dovemmo aspettare, aspettare -
finch si rialz svelta in piedi e mosse verso di
noi con Lucy incappucciata sul polso, sua sede
propria. Prima di incappucciarla, suppongo, le
aveva lasciato dare qualche buona beccata all'imprevisto
piccione, affinch anche questo malestro
o malefatta fosse per lei una lezione, come
lo era in un certo senso per noi tutti.
In casa, davanti alla grande finestra, ognuno
diceva sorridendo la sua, chi vociando, chi in
un sussurro. Solo Cullen era immobile e muto,
non sbuffava nemmeno. Mi scostai da lui abbastanza
per vederlo in faccia, e vi trovai, aggiunta
al rosso etilico, una pallida luce di stralunato
sollievo, conforto, rapimento persino, come se
la ricomparsa sul braccio della moglie di quell'orrido
uccello che tornava a assillarlo fosse ci
che pi aveva desiderato. Troppa grazia; forse
era sobrio, ma in preda a tormentosi sentimentalismi;
non c'era assolutamente da fidarsi.
Mrs Cullen torn per la sponda sinistra dello
stagno, la via lunga. Il sole, appannato tutto il
pomeriggio, tramontava in fulgore. Alcuni dei
raggi si rifrangevano sull'acqua, con un luccichio
che ci impediva di vederla bene mentre veniva.
C'erano vaghe iris e qualcos'altro che le
arrivava alle caviglie; e rami di lill pendevano a
tratti fra noi e lei. Il viso mi pareva calmo, sereno.
I capelli le ricadevano ancora assurdamente
su una guancia; ogni tanto li soffiava via dagli
occhi. Abito scomposto, sottoveste pendula,
piedi scalzi e tutto, camminava fiera, senza fretta;
una camminata elastica che mi ricord Isadora
Duncan.
Noi cinque lieti spettatori le andammo incontro
sul prato. Non  meraviglioso? disse giubilante.
 ammaestrata a perfezione, vedete.
Capisce tutto. Altrimenti non avrei mai potuto
riprenderla. Prestissimo caccer con lei. Larry,
vai a cercare l'altro guinzaglio; l'ho lasciato io
sulla panca. E calc decisamente quell'io.
Desiderava anche lei che Larry non ammettesse
il suo misfatto.
Cullen and, mansueto. I domestici tornarono
in cucina. Mrs Cullen chiese licenza di ritirarsi
e rassettarsi, declinando l'offerta di aiuto e
compagnia di Alex. Niente pi ricreazione all'aperto,
Lucy mia la udii mormorare mentre
ci lasciava.
Non avevo osato sperare che Lucy - un falcone
adulto con alle spalle due mesi soltanto della
fase pi ingrata di prigionia, senza aver gustato
finora il piacere della caccia, e un dito ancora
dolente per la trappola - si sarebbe lasciata riprendere.
Questo aveva reso tanto pi eccitante
per me il piccolo spettacolo della sua resa o cattura.
D'altro canto non avevo desiderato che
fuggisse; non me l'ero raffigurata mentre sorvolava
solitaria la Normandia verso la Scozia, o altre
mete estive che potesse scegliere d'istinto.
Data la mia propensione alla romanticheria, era
una lacuna bizzarra. E mi avvert che in realt
non desideravo che Larry Cullen fuggisse da
sua moglie, o viceversa. Forse non credo nella libert,
o la considero solo episodica nella vita;
una circostanza che si deve saper sopportare,
profittandone quando c'; una sorta di male
necessario. Se si ha di fronte l'amore, l'amore
della libert  di regola solo paura della prigionia.
Alex pens che a questo punto ci volesse
qualcosa da bere, e mosse verso il bar; ma dopo
un'occhiata a Cullen e un'altra a me torn indietro
e si sedette. Cullen si abbandon nella
sua poltrona, lo sguardo fisso apparentemente
nel vuoto, con quella calma che  solo dispendio
intero di energia; il calare di uno smorto sipario
sul dramma della testa o del cuore. Ma
probabilmente era solo un intermezzo. C'era
qualcosa di turgido, se non turbolento, in quella
sagoma massiccia di uomo in et; le mascelle
si muovevano un poco nel doppio mento; gli
occhi sanguigni si accendevano a lampi.
Sentimmo il campanello squillare con insistenza
dalla camera di Alex, e Alex and ansiosa
a vedere che cosa stava succedendo, e torn a
informarci che Mrs Cullen aveva deciso di rientrare
subito in citt, prima di cena. Aveva un fratello
a Parigi, e gli aveva telefonato; qualcosa
era andato storto, e il fratello aveva bisogno di
lei. Non credetti una parola, e l'espressione di
Alex conferm la mia incredulit. Cullen non
manifest sorpresa. Fece un gran sospiro, forse
destinato ai pigeons aux groseilles; ma anche di
questo non disse niente.
Alex lasci a me il compito di informare Jean
e va che la loro cena era superflua. Non so dire
di preciso come la prese va, comunque non
bene: mi guard a bocca aperta e scapp in camera
sua. Jean prefer invece mostrarsi calmo e
superiore. Qualcosa andava sempre storto, osserv,
quando gli inglesi altolocati venivano a
trovare la povera Mademoiselle, con le loro automobili
grosse come autobus guidate da bambocci
idioti. A suo parere anche il bamboccio
Ricketts c'entrava qualcosa con la fuga dell'aquila
di Madame Cullen. Al momento l'idiota
era in visita al bistrot. Mandai Jean a chiamarlo:
annunciare all'altro il cambiamento di piani dei
Cullen avrebbe magari alleviato il suo desiderio
evidente di cacciarlo di casa.
Intanto, con una certa semplicit, i nostri infelici
ospiti raccolsero qua e l le loro cose: guinzaglio
reciso e rossetto dimenticato e portasigarette
con bottoncino di diamante. Mentre aspettavamo
nell'ingresso che giungesse la Daimler,
Mrs Cullen domand placida: Alex, cara, non 
che ti occorre un nuovo autista?.
Ad Alex per l'appunto occorreva. Che fortuna!
Vorrei che prendessi Ricketts continu placida
Mrs Cullen. Lo licenzier quando arriviamo
a Budapest. E poi odia l'Irlanda, e parla
francese benino. E bravissimo, svelto, e un meccanico
e tutto. E lo raccomand anche per altri
versi, tra cui i natali non del tutto umili.
Cullen, accanto a me, tossicchiava spazientito;
infine non si trattenne. Ma Madeleine, insomma,
sei assurda. Non abbiamo mai avuto
nessuno bravo come Ricketts. Che diamine!.
Alex, un po' imbarazzata, disse che forse avrebbero
avuto difficolt a trovare un autista in
Ungheria d'estate; non dovevano decidere affrettatamente
per causa sua. Forse intu, come
me, quel che si preparava.
Oh, un autista lo trover facilmente, disse
Mrs Cullen altrimenti ne far a meno. Vedi,
Ricketts non ama Lucy. Ride di me, sotto sotto.
Io sar senz'altro una vecchia sciocca, ma non
posso avere attorno gente che mi vede cos. Lo
disse con un tono falso di grande mestizia; e la
frase era chiaramente destinata al marito.
Di nuovo non potei vedere il viso banale ma
espressivo di lui come desideravo, per leggerne
l'emozione; eravamo spalla a spalla di fronte alle
nostre care donne. Il suo respiro alquanto accelerato
e udibile sapeva ancora un poco di
quel buon distillato prebolscevico; ma gli effetti
molesti dovevano essere passati. Per un momento
restammo tutti in silenzio.
Mrs Cullen ci guardava entrambi dritto negli
occhi; ma lo sfavillio era spento. Sarebbe parso
pi sano, pi ragionevole, che i suoi occhi fossero
irati; non erano niente, ridotti a nulla. Lucy
adesso era incappucciata; sotto il mento della
padrona il frivolo ciuffo di piume sul cuoio impunturato
ondeggiava lievemente; e tutta la disarmonica
faccia irlandese di Mrs Cullen non
era molto pi espressiva di quello. La sua serenit,
lo stoico umorismo, l'impenetrabilit erano
una sorta di artificio mentale o morale; decorazione.
Dentro, sospettavo, il suo spirito era cieco
come quello di Lucy. A un falco si impedisce
di vedere per evitare che si spaventi; sperai che
l'atteggiamento altero e astioso di Mrs Cullen
servisse al medesimo scopo. Ma temevo di no.
Lungo l'acciottolato sotto i platani udii il ronron
della Daimler che arrivava con perfetto
tempismo. Ormai sentivo anch'io - quasi dolermi
nelle ossa e scorrermi nelle vene e molcirmi
i nervi - un che di simile al miscuglio di caldo e
gelo, di bene e male, che tormentava i difficili
cuori di quella coppia singolare.
La passione incorrisposta; l'idillio lacerato da
circostanze o errori; la sessualit che si finge
amore - queste son cose di poco conto, un voluto
e momentaneo disagio, a paragone del lungo
corso dell'amore vero, del matrimonio specialmente.
Nel matrimonio lo sfregio  cosa di
ogni giorno; e il dolore va non solo sopportato
ma accolto senza riserve; e l'importo del perdono
che si rende necessario  incredibile e estenuante.
Quando l'amore ti ha esaudito, scopri
quanta parte del resto della vita non  che esborso,
rata dopo rata, a suo nome... Era questa
l'unica chiara lezione impartita dalle misere
scene dei Cullen. Io nella vita l'avevo imparata
per tempo assai bene; mi preoccupavo per
Alex.  un gran peccato vedere il costo dell'amore
prima di aver provato quanto vale; pu toglierti
per sempre il coraggio di cominciare.
Ecco la Daimler; Cullen e io aiutammo Mrs
Cullen e Lucy a salire, mentre Ricketts, col berretto
in mano, teneva aperta la portiera. Notai
che in effetti rideva, di un silenzioso riso subalterno;
ma certo non della sua padrona o dell'uccello.
Labbra sottili infiammate, ciglia scomposte
e ombrose: frutto d'un bacio italo-moresco
dietro la porta di cucina, immaginai. O forse
- i cockney sono una gena maligna - lo divertiva
semplicemente la sconfitta di Jean. Diede
un'occhiata alle mie spalle, poi alla probabile
finestra, e io feci altrettanto; ma non vidi l o
altrove apparire la coppia mediterranea.
N i Cullen n Alex n io eravamo in vena di
prolungare gli addii. Cullen aveva le lacrime
agli occhi. Rientrammo in casa e chiudemmo la
porta prima che la lunga Daimler infilasse la
provinciale, tra le auto che venivano in senso inverso
da Parigi.
Appena il tempo di arrivare in soggiorno, sederci
e accendere una sigaretta, e udimmo un
tremendo stridore di freni; poi un coro atterrito
di clacson; e un francese che urlava gli insulti
del caso. Un attimo dopo un'auto si arrest sotto
i nostri platani. Mi alzai e guardai da una
finestrella: era la Daimler.
Corremmo nell'ingresso per vedere cos'era
accaduto, e udimmo la voce di Mrs Cullen, altissima
e concitata ma incomprensibile; e suonava
il campanello, scuoteva la maniglia, chiamando
Alex, Alex!. Quando aprii diede un passo indietro
e si gir, gesticolando e esclamando: No,
Ricketts, resti dov'. Larry, per favore! Mi aspetti,
Ricketts. Dio che stupido, che stupido!.
Incespic sui ciottoli; Lucy se la vide brutta.
Poi Mrs Cullen afferr il braccio di Alex e ci fece
segno di rientrare in casa. Non scendere
dall'auto, Larry, ci penso io grid ancora.
Alex, cara, mi spiace, ho dimenticato una
cosa. Che povero stupido! ripet. Dal tono
straziato della voce giudicai che lo stupido non
era Ricketts.
Il giovanotto adesso non rideva, non schioccava
le labbra al ricordo di piaceri o rivalit.
Aveva le labbra livide; era spaventatissimo. La
Daimler stava di sghembo fra due alberi; doveva
aver fatto un'inversione di marcia sulla provinciale.
Pi in l, sull'orlo di un fosso, c'era una
vecchia Renault, con la quale, supposi, avevano
d'un soffio evitato lo scontro. In piedi l accanto
c'era il guidatore francese, che ancora protestava
con veemenza, agitando il pugno. Ma stranamente
n i Cullen n Ricketts lo degnavano di
uno sguardo. Doveva essere accaduto qualcos'altro;
subito prima, subito dopo, o nel medesimo
istante. Nella Daimler, Cullen teneva una
delle sue grandi mani premuta sulla bocca, come
la stesse mordendo, e lui pure era pallido: il
peggior pallore del mondo, da vitello lesso. Durante
il piccolo dramma della ricattura di Lucy
l'ubriachezza gli era passata, pensai. Ma ora temevo
che desse di stomaco.
Seguimmo, Alex e io, Mrs Cullen in casa. Anche
lei era pi sconvolta, pi scomposta di prima.
Adesso non solo una ciocca dei bei capelli,
ma anche il cappellino le pendeva su un orecchio.
Sulla fronte, sul labbro, c'erano gocciole
di sudore. Oh, Alex, perdonaci, continuava a
dire mi vergogno tanto, tanto; e ci precedette
in fretta nel soggiorno.
La vergogna, devo dire, era una cosa che da
tutto questo non traspariva. And svelta avanti a
noi per l'ampia distesa di pavimento incerato
verso la porta del giardino - i piedi leggiadri
ben discosti sui tacchi troppo alti, per non fare
un capitombolo -, girandosi a mezzo per dire
ad Alex: Scusami, cara, ti prego. Non mi badare.
Lasciami andare un momento in giardino da sola.
Sul polso naturalmente poggiava ancora, o
meglio trottava, Lucy, con qualche difficolt: le
zampe verde-oro anch'essa ben discoste, si chinava
o ondeggiava di qua e di l per mantenere
l'equilibrio, con l'aria tipicamente oltraggiata
delle spalle e quel nervoso gonfiore di piume
sul petto che, come Mrs Cullen ci aveva informato,
nei falchi da caccia  segno di buona salute.
I falchi non sono in realt uccelli arboricoli;
e se allo stato di natura Lucy si fosse mai trovata
su un ramo agitato quanto quel braccio
femminile, spazzato da un vento impetuoso come
quello - qualunque cosa fosse -, il ramo l'avrebbe
lasciato all'istante, e cercato una rupe.
Era tutto assurdo. Anche il suo cieco copricapo
con le piume di pappagallo mi sembr assurdo;
faceva il paio col cappellino francese che la sua
padrona portava con un'inclinazione cos irlandese,
salvo che era fornito di saldi legacci. Nonostante
il mio allarmato sconcerto mi misi a ridere.
Mi sembr il compimento del ciclo pomeridiano,
il finale della sequela di significati che
ero venuto leggendo in ogni cosa, specialmente
nel falco. L'onnicomprensivo uccello simbolico;
immagine primitiva con ali ferrigne e ciuffi
rugginosi e zampe di smalto; aerea assassina angelica;
giovane predatoria sanguinaria gallina
di lusso... ora Lucy era buffa; prima buffa non
era sembrata. Forse tutti gli animali addomesticati,
per quanto antichi o belli o strani, mostrano
prima o poi un lato comico; una parte della
vergogna della nostra umanit che a poco a poco
trasmettiamo loro.
Solo allora vidi cosa aveva Mrs Cullen nella
mano destra, seminascosto contro il seno, dietro
l'ala di Lucy: un grosso revolver. Alex doveva
averlo visto prima di me. Mi strinse il gomito e
bisbigli: Sta' fermo. Non ridere, non seguirla.
Non m'intendo di armi da fuoco, ma quell'oggetto
sinistro era una signora pistola, luccicante,
palesemente nuovissima e efficiente. Provo a
toglierglielo? sussurrai a Alex.
Dio, no. Non le succeder niente, non inquietarla.
Le donne, spesso fin da bambine,
hanno questa capacit di indovinare la gravit
di una situazione; questo equilibrio da infermiera
esperta. E, con o senza molto affetto, a
volte si conoscono all'improvviso come fossero gemelle.
C'era dell'altro. Riandando a quel momento
mi sono chiesto come apparisse a Alex, di preciso,
la smania dell'amica. Come poteva sapere,
mentre la scarmigliata creatura fuggiva avanti a
noi nel giardino, che non si sarebbe uccisa? Poi
mi sono reso conto che nel carattere e nel modo
di vivere della mia amica a quel tempo c'era
una certa passivit; o almeno astensione dalla vita
altrui. Ci che degli altri non comprendeva
poteva essere pi terrificante di qualunque cosa
lei potesse immaginare. Se gli altri dicevano che
era tutto insopportabile, lei poteva ben crederlo.
Se la vita della irlandese era arrivata a quel
punto, al punto del suicidio, penso che Alex
non avrebbe voluto interferire o impedirlo.
Sul prato Mrs Cullen si ferm; e stringendo la
pistola per la canna la scagli con tutte le sue
forze al di l degli arbusti, dove cadde con un tonfo nello stagno.
Questo gesto vigoroso fu troppo per Lucy,
che cadde dal caro polso e ancora una volta rest
penzoloni, in spasmodica attesa. Ma questa
volta non era un tuffo ribelle, non mistico terrore
o simbolico amore della libert; solo una
banale perdita d'equilibrio. Simbolo o no, mi
dissi, se mai dovessi sbarazzarmi di un'arma suicida
o omicida, tutto vorrei fuorch un grosso
uccello isterico legato a me, che mi strattona il
polso e mi starnazza in faccia. Ma Mrs Cullen,
da buona sportiva, non se ne afflisse. Forse a
causa dell'isteria sua propria - mentre il significato
reale di quell'episodio le strappava il
cuore e le martellava l'intelletto - fece semplicemente,
al solito, quel che andava fatto. Alz
sopra la testa il braccio sinistro aggravato; e rimase
immobile, finch la terribile Lucy fu stanca,
e si controll, e ridivenne domestica.
A vederla di spalle, attraverso la vetrata screziata
dal tramonto, sullo sfondo del vecchio parco
e degli arbusti e dello stagno grigio con le increspature
che si allargavano dal punto dov'era
affondata la pistola, Mrs Cullen era bellissima.
In tutto il suo corpo appena appena massiccio -
busto matronale e seno ansante e collo rotondo
- c'era una forza meravigliosa; e fra i tacchi assurdamente
alti e il pugno nel guanto ruvido
c'era una perfetta perpendicolarit: mentre le
ali a girandola, l sopra, andavano pian piano sistemandosi.
E il fatto che sembrasse un po' ridicola,
scarmigliata e ordinaria e sfiorita rendeva
la scena ancora pi mirabile, pensai, mentre si
voltava e tornava lentamente in casa.
Gli occhi erano lacrimosi, ma rise, o finse o
tent di ridere. Alex cara, disse con voce roca
hai mai avuto degli ospiti che si siano comportati
cos da matti? Ti prego, non chiedermi mai
di spiegarti quel che  successo.
Poi a modo suo, con una serie di piccole affermazioni
piatte e prosaiche ma impudiche, ci
spieg. Capisci, cara, perch non possiamo vivere
in Irlanda? Che pessimo esempio per quegli sciocchi dei miei figli.
La mia presenza non la imbarazzava. Per un
momento ne fui lusingato, ma pensandoci meglio
mi ricredetti. Gi nel primo pomeriggio doveva
aver capito che Alex non era innamorata di
me; perci, nella sua visione della vita, io non
contavo, ero una comparsa. Che male c'era se
sapevo i suoi segreti? Le donne sono fantastiche.
Tenendo il braccio sinistro e Lucy ben discosti,
abbracci come pot Alex e la baci. Cara,
cara amica mormor. Sei cos intelligente, farai
un buon matrimonio quando verr il momento.
Grazie infinite per la tua pazienza con
noi. Alex si ritrasse un poco come sempre si ritraeva
dall'affettuosit femminile, ma il bizzarro
complimento sembr farle piacere.
Larry minaccia da settimane di lasciarmi
aggiunse Mrs Cullen. Oh, ho tanta paura che
un giorno lo far. Non so che ne sarebbe di lui
da solo, quello stupido, caro... ormai  vecchio....
Povero Larry, sospirai; povero me comparsa!
Le donne non hanno nessun rispetto per gli uomini.
Provai anche un'ombra di risentimento
riguardo a Lucy. Sottratta al vero vento e alle vere
rocce, e pervertita pi che addomesticata, tenuta
cieca e infantile, alla merc di ogni umana
assurdit, vodka e automobili, pistole e baci: povera
Lucy! Senza dubbio incarnava per Mrs Cullen
i problemi profondi della vita; certo Mrs
Cullen dedicava gran parte della sua vita a lei.
Eppure, eppure, eppure... nobile Falco peregrnus
qual era, la sua padrona la trattava come un
fazzoletto o un cappello o un manicotto. Immersa
nel racconto di ci che era or ora accaduto
per strada nella Daimler, Mrs Cullen, dimentica
di lei, gesticolava un poco con la mano
sinistra oltre che con la destra. Lucy doveva abbracciare
disperatamente l'aria per stabilizzarsi;
il piumaggio tutto irrigidito e sgraziato grondava
malessere. Per un attimo mi divert biecamente
- tipico mio - pensare a quanto spesso i
grandi temi che quell'uccello mi era parso adombrare
si riducano di fatto a un aspetto fisico poco
dignitoso, a un gretto aneddoto nevrastenico;
e in ultimo conducano di fatto a un addomesticamento
miserevole come quello di Lucy.
Mi ricord anche la condizione assurda dell'artista
in mezzo al trambusto di coloro che lo onorano
e lo sostengono, ma che non si possono indurre
a stare tranquilli intorno a lui in nome dell'arte.
Non so nemmeno a chi di noi Larry pensava
di sparare disse Mrs Cullen. Moglie o chauffeur
o falco. Credo che non lo sapr mai, a meno
che un giorno spari davvero. Appena avete chiuso
la porta si  messo a sbraitare su Lucy e
Ricketts. Ricketts si  stranito, e c'era un'auto
che veniva verso di noi, e per un momento ho
creduto proprio che ci saremmo scontrati. Ho
detto a Ricketts di fermarsi sul margine della
strada, e invece lui ha girato per tornare qui, con
altre due macchine che arrivavano a gran velocit
da dietro la curva. Per questo si  arrabbiato,
quel piccolo francese della Renault. E per giunta
il povero Larry ha cominciato a minacciarci con
la pistola. Era nella tasca laterale dell'auto. Dio sa
quando ce l'ha messa o dove l'ha presa. Sapete,
credo che il francese l'abbia vista. Fortuna per
noi che non ha chiamato la polizia.
Adesso aveva un'aria quasi allegra. A chi 
preda da tempo di un'apprensione solitaria e
prevede il peggio senza nessuna ragione probante,
nessun pretesto che gli altri comprenderebbero,
forse il verificarsi del fattaccio d un
certo sollievo. Almeno uno sa di non essersi inventato
tutto morbosamente di sana pianta.
Vi dir una cosa curiosa, di me disse col
suo sorriso pi vago. Si d il caso che io sia
un'ottima tiratrice; e pensate, mentre cercavo
di togliere a Larry quell'orrenda pistola - con
Ricketts che guidava come un pazzo, e l'impiccio
tremendo della povera Lucy sul braccio -
non ho fatto che calcolare istante per istante
dove sarebbe andata la pallottola se premeva il
grilletto. La traiettoria e tutto. Sar che sono
una sportiva nata; una cosa cos infantile! All'ultimo
momento non riesco proprio a prendere
le cose sul serio. Deve essere per questo che in
Kenya anni fa ero cos brava coi leoni.
Si accigli e sospir, come vergognosa della
sua freddezza o spensieratezza. Ora Ricketts
naturalmente non ne pu pi di Larry. Dovr licenziarlo,
immagino; che peccato! Se Larry non
se n' stato buono dopo che sono scesa dall'auto
Ricketts l'avr steso. L'ha gi fatto una volta.
Io non posso intervenire; Larry  forte come un
bue. Ma se restavo a vedere cosa succedeva mi
sarei infuriata e l'avrei ucciso, Ricketts. E cos
maledettamente inglese; quando stringe il pugno
fa una faccia tutta per benino, come un'istitutrice.
Ma sar ora che torni l; sono stata vigliacca
abbastanza; forse a questo punto potr
essere di qualche conforto al mio uomo.
Fece per dare a Alex un altro bacio, ma Alex
lo evit. Oh, Alex, io lo amo, lo amo disperatamente,
quello stupido disse con voce lamentosa.
Cosa mai devo fare con lui? Oh, be', vedremo.
Pensi che dovrei dar via Lucy? Era incredibile,
sai, come Larry cacciava bene col falco l'estate
scorsa in Ungheria. Pensavo gli piacesse tanto.
Allora rise, e per tutto il pomeriggio, credo,
non aveva riso; un suono non bello, due alte note
liquide e febbrili. Hi, hi, chiss mai che tutto
questo non gli abbia fatto bene. Anche lui ha fatto il suo tuffo, no?.
E prese la seconda volta commiato. Addio,
Mr Tower. Addio, Alex, cara bambina. Mi mancherai.
Ho paura che Larry avr vergogna di vederti
dopo tutto questo. Non venire alla macchina;
li imbarazzerebbe. Travers svelta l'ingresso
e usc, aprendo appena la porta e chiudendola di scatto.
Be'! esclam Alex quando tornammo in
soggiorno, e mi fece ridere come strascic quella
sillaba: il tenue abbaio d'un cagnolino minuscolo.
Dopo tanto scompiglio ci pareva irriguardoso
mostrarci impazienti di cenare. Andammo in
giardino, sospirando, stanchi. Spero che Jean
e va non abbiano visto quest'ultimo pezzo di
melodramma disse Alex. Non vorrei che lui
si mettesse in testa certe idee, e fruttificassero.
Non  Cullen;  un italiano e per scimmiottarlo
sarebbe capace di arrivare fino in fondo.
Quel gran bambinone ingordo. Cos alla mano
borbottai, intendendo Cullen. Ti immaginavi
che fosse capace di uccidere? Vodka o no.
Ma era suicidio, di certo, mica omicidio
disse Alex. Madeleine Cullen non ha immaginazione.
Chiss. Comunque le due cose possono
coincidere. Capita che uno si uccida proprio
perch ha voglia di uccidere qualcun altro replicai
al mio modo sofistico. Qualcuno che ama.
Alex fece una smorfia, che esprimeva scetticismo
di tutto e disapprovazione praticamente
universale. Sai, in realt non era molto ubriaco.
Due shaker interi di vodka anteguerra le ricordai.
Non vuol dire. Non  molto per quegli irlandesi
giganteschi. Io l'ho visto ubriaco ed era
tutt'altra cosa. O forse fingeva di essere ubriaco
a tuo pr; e per avere una scusa per quel che
stava comunque accadendo, che doveva accadere.
Tu sei un essere cos sobrio, mio caro; naturale
che sopravvaluti l'ebbrezza altrui.
Che lei dicesse questo mi rese a un tratto infelice.
Pensai alla perfidia con cui l'avevo guardato
bere, alle grandiose teorie sull'ubriachezza
che ero andato frattanto imbastendo fra me; e
arrossii. Per lo pi, temo, l'opinione che mi faccio
delle persone  solo congettura; caricatura.
Cedo spesso a una sorta di inesatto e vendicativo
lirismo; ma non so dire di che cosa debba
vendicarmi, e mi vergogno. A volte dubito affatto
del mio giudizio nelle cose morali; e visto che
mi propongo di raccontare storie, questa per
me  una bella spina nel fianco.
Ma allora la mia cara Alex percep, come si
conviene a una buona giovane, i miei dubbi e la
mia fiacca autocritica; e sorrise. Devi raccontarmi
cosa ti ha detto, prima di dimenticartelo.
Dalla tua espressione mi  parso di capire che ti
ha pianto sulla spalla.
A quel punto va, con ancor meno etichetta
del solito, usc dalla cucina sventolando una salvietta
e implorando con voce roca che andassimo
subito a cena, cena gi mezzo rovinata comunque,
a suo parere. Come a indicare la morale
dei cambiamenti della giornata dal punto di
vista di un cuoco, Jean mand in tavola otto piccioni,
un vero covone di asparagi, e due torte di
dimensioni cospicue. Era perfetto; e il pomeriggio
melodrammatico ci aveva messo evidentemente
appetito. va sparse una sequela di lacrime
mentre serviva, muta e graziosa, con un
fioco sorriso ogni volta che la guardavo, come
una Maddalena secentesca. Jean port le torte
di persona e ci ringrazi della nostra abbuffata,
quasi fosse stato uno sforzo speciale per consolarlo.
Dopo che ci ebbe servito il caff in soggiorno,
raccontai a Alex quello che avevo visto dalla
finestra di cucina. Appresi con stupore che l'aveva
visto anche lei, dalla finestra della sua camera,
mentre Mrs Cullen era stesa sul letto con
gli occhi chiusi. Ma il temperino le era sfuggito.
Poi cercai di ricordare e riferirle le confessioni
di Cullen, da uomo a uomo mentre bevevamo
la nostra vodka; le ascolt divertita, anche se forse la turbarono.
Poi lei and a scrivere un biglietto e a spedire
un telegramma, e non torn prima di tre quarti
d'ora. Rimasi l da solo, senza nemmeno tentare
di leggere. Ero ancora eccitato; e caddi in
una forma di esausto torpore, che, quando mi
pervade, mi sembra spesso un importante sforzo
intellettuale. Fu uno sforzo comprimere gli
eccessivi dettagli del pomeriggio in un'astrazione
o due, una formula o una morale; al fine di
archiviarla nella testa per uso futuro, lasciando
tuttavia spazio per qualcosa di nuovo, di successivo.
Moralmente parlando, quei Cullen mi avevano
estromesso da me stesso. Speravo anche di
distinguere un po' meglio tra ci che loro significavano
per me e certe sottili sfumature di
ci che significo io per me stesso; sfumature che
mi avevano affascinato durante la loro performance
del pomeriggio. Naturalmente non era possibile.
Ho imparato - ma continuo a dimenticare -
che l'astrazione  una pessima cosa, innumerabile.
e infinitesimale e tediosa; ben peggio di
qualunque sequenza di accadimenti reali e insignificanti.
L'emozione che offusca la mia visione
retrospettiva  pi tiepida e tenue dell'eccitamento
di ci che  accaduto, bello o brutto che
sia.  come una vegetazione inutile e senza frutto,
che si spande e avviluppa e avvizzisce e corrompe;
anche l'io ne  ricoperto e scompare...
Perci non mi accorsi di quanto tempo Alex restava
in camera sua; e perci fui lieto quando
torn. Per me, metter fine al cosiddetto pensiero
 una delle funzioni dell'amicizia.
Non era stato lo scrivere o telegrafare a trattenerla:
ma va che piangeva e accusava Jean, rideva
e adorava Jean. Avevano bisticciato per
Ricketts, e poi Jean era andato in paese a ubriacarsi.
L'avrebbe uccisa, le aveva detto, e prima o
poi, pensava va, era probabile che lo facesse;
certo al suo ritorno l'avrebbe picchiata. Secondo
lei era l'uomo pi geloso del mondo, e lo adorava.
Comunque era in gran parte colpa sua. Aveva
un modo smaccato di bearsi nel sentimento della
propria bellezza ogni volta che un uomo nuovo
compariva in cucina; un'aria di essere alla
merc delle circostanze, o forse alla merc di
quel preciso uomo. Compariva un vicino, un lavorante,
un piazzista; e casualmente arrivava va,
e stava l, lo sguardo sonnolento, gli occhi bassi
e obliqui nelle loro orbite larghe tra le ciglia
africane, emanando la sua dolcezza come
un'aiuola fiorita; mentre Jean la guatava, ammirando
e soffrendo, finch non scoppiava la sua tempesta.
Alex le aveva chiesto cosa la spingeva a comportarsi
cos; perch civettava con uomini come
Ricketts se amava Jean e voleva stare in pace con
lui. Con seriet va aveva spiegato che civettando
dava a Jean l'occasione di mettersi fra lei e il
rivale, e questo le faceva sentire il suo amore, al
quale naturalmente lei all'istante cedeva; e quella
resa, a sua volta, dava a lui la certezza che lei
lo amava. E figurati che mentre me lo spiegava
faceva una grassa risatina gutturale disse Alex.
Che femmina terribile!
Ma poi non ha riso pi. Questa volta pensa che la cosa sia andata troppo oltre. Jean la picchier, e pu darsi che uccida lei e tutti quanti. Perci ha ricominciato a piangere, e voleva raccontarmi di nuovo la loro storia dal principio. Ho finto di spazientirmi e l'ho mandata a letto.
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Sai, dovr licenziarli, se continuano cos soggiunse. La gente del popolo ha l'arte di farti vergognare del tuo sesso.
Aveva sempre problemi con i domestici. Il problema vero era che il suo affettuoso interesse per loro, se mai si risvegliava, andava presto troppo oltre. Cercava di ritrarsi, ma alla fine, sopraffatta, dava loro molto del calore che era in lei. E fra un assillo e l'altro fantasticava di non provare per loro simpatia alcuna. Diceva spesso che avrebbe voluto essere servita da una macchina.
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La porta era aperta; ma nell'alito del giardino mi sembr di cogliere, o almeno potei fortemente ricordare, l'olezzo sangue e miele di Lucy. Il discorso su Jean e va e Ricketts aveva riportato la mia immaginazione al triangolo dei Cullen: la virtuosa passionale donna spietata, l'uomo melanconico, e l'uccello; ed ebbi una nuova intuizione. Era che Mrs Cullen amava adesso il marito meno di quanto volesse; e che viveva con lui, viveva per lui, forse solo per adempiere a un caro vano contratto con se stessa. In ogni caso amava Lucy, e sperai che non avrebbe rinunciato a lei.
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Nel giardino, l presso la porta di cucina, udimmo qualche nota di una pastosa risata. Jean era tornato, e non era andata secondo le attese di va. Risa, e il fruscio di una mischia, la finta baruffa che quando va tutto bene allenta e allevia la vera lotta d'amore, e passi lontananti verso l'angolo di giardino nascosto dai platani. La luna quella notte non era d'una bella forma intagliata. Era appesa a una piccola nuvola vaga; solo un pallore, un brandello di antitenebra. L'aria era calda come Tangeri ma non si poteva sdraiarsi all'aperto, pensai, perch l'erba era spruzzata di rugiada.
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Tu non ti sposerai mai, cara dissi, per canzonare Alex. La tua amica Cullen pensa di s, ma lei non ha immaginazione. Avrai paura, dopo questo fantastico infortunio. Quale infortunio, di grazia? domand sorridendo, a mostrare che la mia celia era bene accolta. Questo fantastico pessimo esempio. Tu non sei un romanziere disse per canzonarmi. I Cullen li invidio, non l'avevi capito?. E dall'espressione del viso conclusi che nemmeno lei sapeva se diceva sul serio.
...
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...
FINE.